Immortal ad vitam

Immortel (ad vitam)

ITALIA, FRANCIA, GRAN BRETAGNA - 2004
Immortal ad vitam
Nella New York del 2095, in cui domina l'ingegneria genetica e la popolazione è composta da mutanti, extraterrestri e umani veri e sintetici, Jill, una ragazza mezza umana e mezza mutante, intreccia il suo destino con Horus, il dio egizio con testa di falco, sceso da una piramide volante e giunto sulla Terra per fecondare una donna e preservare così l'immortalità che sta per perdere. Ha solo sette giorni per riuscire nel suo scopo e deve trovare un corpo maschile in cui incarnarsi. La scelta cade su Nikopol, un prigioniero politico ibernato trenta anni prima per essere venuto a conoscenza di informazioni segrete. Sullo sfondo di un'intricata storia sentimentale si svolge anche una campagna elettorale e la ricerca di un misterioso serial killer...
  • Altri titoli:
    La femme piège
  • Durata: 102'
  • Colore: C
  • Genere: AZIONE, DRAMMATICO, FANTASCIENZA, FANTASY
  • Specifiche tecniche: 35MM
  • Tratto da: personaggi dei fumetti "La foire aux immortels" e "La femme piège" di Enki Bilal
  • Produzione: DOMINIQUE BRUNNER E CHARLES GASSOT PER MEDUSA FILM, CIBY 2000, TF1 FILMS PRODUCTIONS, RF2K PRODUCTIONS, FORCE MAJEURE PRODUCTIONS, TELEMA
  • Distribuzione: MEDUSA
  • Data uscita 19 Novembre 2004

CRITICA

"Non è un film di recitazione, ma nemmeno un polpettone di effetti speciali come 'Alien vs. Predator'. Raramente immagini filmate sono state così fedeli a disegni a fumetti. Sessantenne, Charlotte Rampling è senza rughe; settantenne, Jean-Louis Trintignant è senza chioma." (Maurizio Cabona, 'Il Giornale', 19 novembre 2004)

"Più ambiziosi di così si muore, e l'artista franco-jugoslavo Enki Bilal, autore di fumetti visionari celebratissimi in Francia, era l'uomo giusto per un'impresa così titanica e azzardata. Peccato che la scommessa funzioni a metà. E' molto bella l'idea, ancor prima della realizzazione, di un universo ibrido generato mescolando e talvolta fondendo attori e immagini digitali in 3D; è suggestivo il mix post-post-postmoderno che accosta versi di Baudelaire e spunti alla P.K. Dick, religioni scomparse e miti duri a morire, eroine semisintetiche e dei stupratori. Ma la drammaturgia è un colabrodo, il dio Horus è disegnato maluccio, le idee o i personaggi lasciati a metà non si contano (in testa Charlotte Rampling, più bella che mai con la parrucca di cristallo), Thomas Kretschmann non ha il carisma necessario al suo personaggio. Una scoperta invece Linda Hardy, ex-miss Francia, qui irriconoscibile con capelli (e lacrime!) blu, ma così perfetta, bellicosa, etnicamente indecifrabile, che non sembra neanche vera." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 19 novembre 2004)

"Troppo cinema d'oggi, legato all'effettistica speciale, che ormai bisogna sospettare sia una poetica, si fa bello con l'aggettivo 'visionario'. Questo 'Immortal ad vitam', fantastico lo è davvero, merito del talento del disegnatore di Belgrado e qui regista Enki Bilal, ispirato dai suoi fumetti. Film ad animazione mista. come si usa, che mescola attori veri e palpitanti - la dr.ssa Charlotte Rampling, Linda Hardy e Thomas Kretschmann, il nazi del Pianista - nella New York computer graphic addì 2095, dove aleggia una piramide. (,,,) Piacere della visione, azione al minimo, quasi una malinconia esistenzial fantasy e un inedito tasso di fanta sensualità che avvolge l'intero film, graficamente oggetto di desiderio che forse, dicono gli esperti, è anche una parabola (finale?) del cinema." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 20 novembre 2004)
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