Il viaggio di Arlo

The Good Dinosaur

3,5/5
Il viaggio di Arlo
Un evento traumatico sconvolge l'esistenza di Arlo, un vivace dinosauro che, durante un viaggio straordinario, avrà un singolare compagno di avventura: il bambino Spot. Attraversando luoghi aspri e misteriosi, Arlo imparerà ad affrontare le sue paure e scoprirà ciò di cui è veramente capace.
  • Altri titoli:
    Le voyage d'Arlo
    Der gute Dinosaurier
  • Durata: 100'
  • Colore: C
  • Genere: ANIMAZIONE
  • Specifiche tecniche: 35 MM (1:2.39)
  • Produzione: PIXAR ANIMATION STUDIOS, WALT DISNEY PICTURES
  • Distribuzione: THE WALT DISNEY COMPANY ITALIA
  • Data uscita 25 Novembre 2015

TRAILER

RECENSIONE

La vita di Arlo, vivace dinosauro, che sembrava tranquilla accanto a fratelli e genitori, viene sconvolta da una catastrofe naturale. Quando terra e cielo si placano, Arlo non capisce più dove si trova e vede accanto a sé un compagno imprevisto: il bambino Spot. Con lui comincia un viaggio straordinario fatto di imprevisti, pericoli, sorprese con nemici agguerriti da affrontare, ostacoli da superare, prove che mettono entrambi di fronte alla necessità di difendersi e crescere...  

Si tratta del nuovo film di animazione targato Pixar. Merita ricordare che arriva in distribuzione a non molta distanza da Inside Out, titolo giustamente accolto da grande successo (oltre 25 milioni di euro) per la sua capacità di essere favola e di toccare alcuni elementi centrali della vita quotidiana di tutti: realtà insomma filtrata dal sogno. Un binomio ad alto rischio espressivo, una sfida che John Lasseter ha vinto e, non contento, riprova a mettere in campo nel film di ora. Il cui segreto è quello di far incontrare due 'piccoli' di razze differenti e di farli diventare non solo amici, di più indispensabili e inseparabili: almeno fino a quando le inesorabili leggi della Natura non li richiamano ai rispettivi ruoli.

Arlo, il dinosauro, e Spot, il cucciolo umano, intraprendono un percorso di crescita che mette alla prova il loro coraggio, la forza, la capacità di resistere alle avversità. Prima dell'epilogo, il copione apre pagine incisive e non compiaciute sugli aspetti tutt'altro che concilianti del mondo animale: provocando terrore, paura, voglia di fuga. Bisogna superare brividi e tremori, prima che Arlo ritrovi fratelli e genitori, e Spot capisca che quelle persone davanti sono la sua 'famiglia', unica e vera. L'andamento narrativo non concede sconti e la conclusione è doverosamente positiva: bella, commossa e opportuna. In quel gruppo intorno a Spot ci siamo noi, umani evoluti, e la nostra utopia di poter rinunciare all'equilibrio rappresentato dall'universo animale. Film per piccoli e grandi, e la conferma che Lasseter e la Pixar sono sempre un passo avanti.
Massimo Giraldi

NOTE

- PRODUTTORI ESECUTIVI: JOHN LASSETER, LEE UNKRICH, ANDREW STANTON.

- VOCI DELLA VERSIONE ORIGINALE: RAYMOND OCHOA (ARLO), JEFFREY WRIGHT (POPPA), STEVE ZAHN (THUNDERCLAP), A.J. BUCKLEY (NASH), ANNA PAQUIN (RAMSEY), SAM ELLIOTT (BUTCH), FRANCES MCDORMAND (MOMMA), MARCUS SCRIBNER (BUCK), JACK BRIGHT (SPOT).

- CANDIDATO AL GOLDEN GLOBE 2016 COME MIGLIOR FILM ANIMATO.

CRITICA

"(...) uno dei più strani, spericolati, e carichi di energia che la Pixar ha realizzato negli ultimi anni. E, con i dialoghi ridotti al minimo e i suoi magnifici panorami foto realistici, ispirati al Tetons National Park del Wyoming, scarto molto netto rispetto all'universo stilizzato e parlatissimo di 'Inside Out'. (...) La scelta del paesaggio, riprodotto nel cartoon in tutta la sua grandiosità e con verisimiglianza fotografica straordinaria (che contrasta deliberatamene con il disegno semplificato dei dinosauri), non è casuale: articolato - come tanti film Pixar - nell'arco di un viaggio, e ricco di citazioni colte dalla miglior tradizione disneyana, 'Il viaggio di Arlo' è soprattutto un western, traboccante dell'amore che il cinefilissimo gruppo di Emeryville ha per il genere - dai bisonti, ai bivacchi notturni che ricordano quelli di Pecos Bill in 'Melody Time', alle musiche, fino ai dettagli delle inquadrature inerpicate sui sentieri rocciosi e lungo torrenti arrabbiati. (...) la natura del film è bellissima e terribile, come quella dei romantici (...). L'accoppiata tra il dinosauro civilizzato e il bimbo bestiale è una classica trovata Pixar, intorno a cui si inanella il resto del film, prevedibilmente fatto di strani incontri (...), addobbato di creature esotiche, come un albero di Natale (...). Agli incontri diversi corrispondono paesaggi diversi - deserti, pianure, specchi d'acqua cristallina, conche di calcare bianco/rosa... È chiaro che parte del divertimento di chi ha fatto il film è stata l'animazione iperrealistica della natura (tecnologia già accennata in 'A Bug's Life-Megaminimondo' ma qui evolutissima). E l'enfasi sul mondo naturale (oltre al leit motiv della perdita di un genitore) ha ricordato a molti 'Bambi'. In realtà, il film Disney a cui 'Arlo' somiglia di più è probabilmente 'Dumbo', di cui riprende, oltre al tocco comico, e al temporale come evento traumatico, anche la sequenza lisergica, quando Arlo e il bimbo selvaggio fanno una scorpacciata di bacche rosse. I dialoghi ridotti al minimo, lo scarto frequentissimo tra risata, dolore e paura, il film produce spontaneamente quel roller coaster emozionale tutto di testa che in 'Inside Out' ci era sembrato fosse rimasto sulla pagina. (...) Quello che il film forse non ha, rispetto a capolavori come i 'Toy Story' o 'Wall-e' è la cura incredibile nei dettagli del disegno o l'uniformità del tratto. (...) durante la produzione, il regista originale di 'Arlo', Bob Peterson, è stato rimpiazzato dal suo co-regista Peter Sohn -il che avrà contribuito alla disomogeneità del film. Ma, anche per il pixariano più convinto, queste imperfezioni sono un prezzo molto piccolo da pagare a fronte di un'esperienza della visione ricchissima." (Giulia D'Agnolo Vallan, 'Il Manifesto', 26 novembre 2015)

"(...) delizioso cartoon Pixar 'Il viaggio di Arlo', meno complesso di 'Inside Out' ma sempre di grande intelligenza. (...) Ci sono spazi, silenzi e incontri in campo lungo degni di un poderoso western nell'esordio nel lungo dell'animatore svezzato da John Lasseter, Peter Sohn. Il cartoon è visivamente perfetto (pazzesca la fisicità di Arlo, comprese le tante ferite subite nel film che ne fanno una sorta di martire della violenza preistorica) mentre la trama ricorda troppo 'Alla ricerca di Nemo' e 'Dragon Trainer' (con l'inversione però: noi siamo bestie e i dinosauri intellettuali). Il risultato è comunque notevole." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 26 novembre 2015)

"Piacerà ai babbi che possono anticipare le feste di Natale dei loro pargoli coll'ultimo strillo in fatto di cartoni animati prodotto dalla premiata factory Disney e Pixar. Premiata perché da anni riesce ad abbinare i pregi di fattura (sembra che non ci siano più frontiere per il digitale) all'inventiva nelle situazioni e nei personaggini (uno che sarà subito adottato dai pargoli è lo stiracosauro Woodbush)." (Giorgio Carbone, 'Libero', 26 novembre 2015)

"La classica storia di un ragazzo e del suo «cane»? No, perché la Disney ha invertito i ruoli, facendo parlare il dinosauro e comportarsi come un animale il bambino. (...) Film di formazione, che insegna come non ci si possa liberare della paura, ma imparare a resisterle. Uno spettacolo visivo, non sorretto da una trama all'altezza." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 26 novembre 2015)
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