Il vendicatore

Dubrowsky

ITALIA, JUGOSLAVIA - 1959
Il vendicatore
Verso la fine del secolo scorso, un ex ufficiale russo, ritiratori a vita privata in una sua modesta possessione, è perseguitato dall'astio e dalla prepotenza di un signorotto locale, il barone Kirilia Petrovich, il quale valendosi di documenti abilmente falsificati, riesce a farsi dichiarare padrone legittimo di tutti i beni dell'ex ufficiale. Questi non resiste al grave colpo infertogli dallo scellerato e muore per un collasso cardiaco; ma prima di morire trova la forza d'informare del sorpruso sofferto il figlio di Vladja Dubrowsky, giovane ufficiale della guardia, il quale si propone di far pagare caro al barone il suo crimine. Per giungere ai suoi fini Vladja fa spargere la voce ch'egli è morto nell'incendio della propria casa; poi si mette alla testa di un gruppo di contadini decisi ad opporsi con le armi alle prepotenze di Petrovich, ed inizia un'attiva guerriglia. Avendo appreso che in casa Petrovich s'attende l'arrivo di un istitutore francese, Vladja si presenta sotto mentite spoglie al barone, che lo accoglie senza sospetto. Stabilitosi nella casa, riesce a scoprire dove il barone custodisce i documenti falsificati e, durante una festa, se ne impadronisce. Scoperto da Petrovich, riesce a fuggire e con lui fugge Masha, la figlia del barone, innamorata del giovane. Vladja presentatosi al Governatore, gli consegna i documenti, chiedendo un nuovo processo, in cui sia resa giustizia al suo defunto padre. L'otterrà, dopo aver combattuto una cruenta battaglia contro il barone ed i suoi uomini.
  • Durata: 113'
  • Colore: C
  • Genere: AVVENTURA
  • Specifiche tecniche: TOTALSCOPE, 35 MM (1:2.35) - EASTMANCOLOR
  • Tratto da: racconto "Dubrowsky" di Alexandr Puskin
  • Produzione: LUIGI ROVERE PER HESPERIA FILM (ROMA), GOJKO SEKULOVIC PER VARDAR FILM (SKOPJE)
  • Distribuzione: EURO INTERNATIONAL FILM, VELOX ORANGE (1979)
  • Riedizione 1979

CRITICA

"Ispirandosi a condizioni ambientali e storiche ben definite e ricche di elementi avventurosi, il film, nel dipanare la sua trama, dà a questi ultimi il massimo rilievo, accentuandone il valore spettacolare. Alcune evidenti esagerazioni nel disegno dei caratteri e il frequente ricorso a schemi e luoghi comuni tradiscono una certa superficialità. Regia ed interpretazione di buon mestiere." ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 45, 1959)

"Lo stesso soggetto di 'L'Aquila Nera' ha dato vita a questo film, buono nel suo insieme, anche se freddo. L'azione lascia lo spettatore indifferente e - salvo alcuni rari momenti - non dà assolutamente alcun brivido, né suscita interesse." (Ettore Fecchi, 'Internezzo' n. 4, 28 febbraio 1959)
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