Il testimone

ITALIA - 1946
Un presunto assassino sta per essere condannato a morte in base alla deposizione di un testimone assolutamente convinto della infallibilità del proprio orologio. Ma quando si accorge che l'orologio, come tutte le cose umane, è soggetto ad errori e difetti, il testimone si affretta a rimangiare la deposizione ed a battersi perché l'imputato venga assolto. Questi viene infatti prosciolto dall'accusa e rimesso in libertà ma, benché la vita gli sia facile, allietata anche dall'amore di una ragazza, l'uomo non è felice; la sua coscienza gli rimorde e la presenza del testimone che è stato arbitro della sua vita lo ossessiona al punto che si decide a sopprimerlo. Ma non può porre in esecuzione l'insano gesto e dopo una crisi interiore, ritorna spontaneamente in prigione per espiare la propria colpa.

CAST

NOTE

- ESORDIO ALLA REGIA DI PIETRO GERMI
- SUPERVISIONE: ALESSANDRO BLASETTI.
- AIUTO REGISTA: MARIO MONICELLI.

- NASTRO D'ARGENTO 1946 PER IL MIGLIOR SOGGETTO A PIETRO GERMI.

CRITICA

"Un altro nostro buon film, un buon 'primo' film solido e compatto e con ambizioni inconsuete. 'Il testimone' è la più profonda voce della coscienza che finisce per ridestarsi nell'animo di un assassino; questo risveglio è espresso in toni piani, coerenti, se pure talvolta non privi di qualche insistita lentezza e, quel che più conta, con episodi concreti, evidenti. Il nome di questo nuovo regista dev'esser posto accanto a quello di Blasetti (...). Dalla loro collaborazione sono nate questa equilibrata evidenza, questa umana tristezza, queste tonalità popolaresche (...). (M. Gromo, 'La Stampa', 1946)
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy