Il terzo omicidio

Sandome no satsujin

GIAPPONE - 2017
4/5
Il terzo omicidio
L'autorevole avvocato Shigemori assume la difesa di Misumi, un uomo accusato per rapina e omicidio con precedenti penali, sempre per omicidio, risalenti a 30 prima. Le possibilità di vittoria di Shigemori sembrano minime poiché il suo cliente ha ammesso di essere colpevole, nonostante il rischio di una condanna alla pena di morte. Shigemori, però, ascoltando le testimonianze della famiglia della vittima e dello stesso Misumi inizia a dubitare della reale colpa del suo assistito...
  • Altri titoli:
    The Third Murder
  • Durata: 124'
  • Colore: C
  • Genere: THRILLER
  • Specifiche tecniche: ARRIRAW, (2K), CINEMASCOPE, D-CINEMA (1:2.35)
  • Produzione: FILM, INC.
  • Data uscita 19 Dicembre 2019

RECENSIONE

di Valerio Sammarco
Il signor Misumi uccide e brucia il suo ex datore di lavoro sul greto di un fiume. O almeno, questo è quello che vediamo all'inizio del film. Dopo aver scontato 30 anni di prigione per un omicidio commesso in gioventù, ora Misumi - reo confesso - rischia la pena di morte. Ma quando l'avvocato Shigemori (figlio del giudice che, 30 anni prima, aveva evitato la pena capitale all'uomo) assume la difesa di Misumi, inizia a comprendere che quella verità apparentemente così limpida e assoluta potrebbe nascondere sfumature talmente ampie da poter ribaltare un verdetto che sembra scontato.

“Il tribunale non è il luogo in cui si stabilisce la verità”. Parte da questo assunto, Hirokazu Kore'eda, per mettere in atto questa grandiosa riflessione sull'impossibilità della verità e sulla vacuità della giustizia: The Third Murder (e capire quale sia questo terzo omicidio non è difficile...) si snoda lungo i sentieri del legal drama ma è in realtà un percorso labirintico dentro la natura e le pulsioni degli uomini.



Verità e menzogna sono le due facce di una stessa medaglia, in fondo, e stabilire con certezza che cosa è accaduto davvero è impossibile. In questo continuo andirivieni di dubbi e certezze, entrano in gioco anche la moglie e la figlia della vittima: chi era, davvero, quest'uomo ucciso in maniera così brutale? E chi è diventato, dopo 30 anni di galera, l'uomo che ora si dice colpevole anche di questo omicidio e che rischia di essere condannato a morte?




Kore'eda ci fornisce lungo la via indizi e tasselli per provare a ricomporre un disegno che, legalmente, troverà una sua risoluzione. Ma che, ovviamente, non soddisfa i criteri di verità e giustizia. Proprio perché impossibili da soddisfare: la nostra società, come ricorda lo stesso regista, "condona un sistema imperfetto che non può reggersi a meno che le persone non giudichino altre persone senza sapere la verità". E il cinema, strumento di verità e menzogna per eccellenza, non può far altro che ricordarcelo.

 

 

NOTE

- IN CONCORSO ALLA 74. MOSTRA INTERNAZIONALE D'ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA (2017).
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