Il tempo dell'amore

ITALIA - 1999
Il tempo dell'amore
Alla fine dell'Ottocento Martha, giovane infermiera, arriva in Africa coloniale e raggiunge il fratello ufficiale dell'esercito. La vita ritirata della ragazza è sconvolta dall'incontro con il soldato Peter. La differenza di classe impedisce ai due di far maturare il loro amore. Durante un'azione Peter abbandona i compagni e, in seguito, viene condannato per diserzione. Martha gli scrive, e aspetta delle risposte. Quando scopre che il fratello nascondeva le lettere, rompe gli indugi e corre tra le braccia di Peter. Tra le braccia uno dell'altro sono anche Claire e Gabriel. Siamo nella Parigi della seconda guerra mondiale, lei è una musicista francese, lui un suo collega russo. La loro passione non può fare affidamento sulle parole. Nel tentativo di capirsi, sorgono incomprensioni. La diffidenza esplode quando Gabriel rimane gravemente ferito in un incidente ed è portato all'ospedale. In coma, in una stanza d'ospedale, c'è anche il giovane Giuseppe. Siamo ora in Italia, oggi, a Torino. Naty, un'adolescente della stessa scuola, comincia ad andarlo a trovare tutti i giorni. Gli parla, gli racconta piccoli fatti insignificanti, gli fa ascoltare musica cercando di fare qualcosa per risvegliarlo. Ma la famiglia di Naty è in procinto di trasferirsi a Roma, e la ragazzina deve allontanarsi. Quando sta per partire, sente l'impulso di tornare in ospedale. Qui vede Giuseppe uscito dal coma e circondato dagli amici. I loro occhi si incrociano da lontano. Come quelli che legano Martha e Peter.
  • Durata: 108'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Produzione: MASSIMO FERRERO, LEO PESCAROLO
  • Distribuzione: ISTITUTO LUCE (2000)

CRITICA

"Finanziato da Italia, Gran Bretagna e Francia, il film evita lo spiacevole effetto 'europudding' delle coproduzioni internazionali. Anzi, una volta tanto, il cast composto con attori di nazionalità diversa acquista un senso preciso nell'economia narrativa del tutto". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 20 febbraio 2000)

"Cerebrale e macchinoso l'intreccio narrativo, didascalici alcuni personaggi, magniloquente senza un perché la messa in scena. A dire il vero nel terzo episodio qualche momento brilla di luce propria ma il secondo, quello parigino, abbassa drasticamente la qualità del tutto. Scene di sesso amore & gelosia tra due musicisti che non parlano la stessa lingua e comunicano attraverso i linguaggi universali della musica e del corpo. Della serie 'l'archetto è il tuo strumento' con tutti i (doppi) sensi del caso. A dir poco imbarazzante". (Mauro Gervasini, 'Film Tv', 22 febbraio 2000)
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