Il suo più grande amore

ITALIA - 1956
Il suo più grande amore
Rita ha deciso di farsi Suora Agostiniana e sta per entrare in convento. Un giorno, mentre è in compagnia di Frate Ginepro e di un'altra giovinetta, incontra un ricco barone, il quale si fa beffa delle fanciulle. Accade che un paesano, tale Paolo di Ferdinando, perseguitato da un signore, che vuole ucciderli viene salvato e curato da Rita. Paolo chiede in moglie Rita, la quale, col permesso dei vecchi genitori, accoglie la richiesta, convinta che quella è la volontà di Dio. Nello sposare quell'uomo, ella si propone di redimerlo. Paolo è al servizio del ricco barone, cui deve piena obbedienza; ma dopo il matrimonio egli si mostra meno disposto ad imprese di violenza, cosicché il barone, per metterlo alla prova, gli ordina di rapire il figlio di un suo rivale. Paolo si accinge ad eseguire l'ordine ricevuto, ma all'ultimo momento, ricorda questa frase di Rita: "I bambini sono innocenti". Il ricordo di queste parole gli impedisce di condurre a termine la crudele impresa. Prima di tornare a casa Paolo, per sventare un'imboscata, uccide Lampo, che aveva cercato di metterlo in cattiva luce presso il barone. Questi fa legare e flagellare Paolo per punirlo di non aver eseguito i suoi ordini; destando lo stupore dei signori sghignazzanti, Rita, recatasi al palazzo del barone, raccoglie tra le sue braccia il marito e se lo porta a casa. Alcuni anni più tardi Paolo viene ucciso da un figlio di Lampo; i due figlioli di Rita e dell'ucciso giurano di vendicare il padre e s'accingono all'impresa, malgrado le preghiere accorate della madre. Prima di poter compiere il misfatto, morranno fulminati. Rita torna da Fra Ginepro e tenta invano di essere ricevuta tra le Agostiniane. Ritirata sul monte mentre è assorta in preghiera, riceve in dono dal Crocifisso una spina della sua corona.
  • Durata: 90'
  • Genere: BIOGRAFICO
  • Specifiche tecniche: SUPERFILMSCOPE
  • Produzione: GLOMER FILM
  • Distribuzione: GLOMER

NOTE

NEGATIVO KODAK, POSITIVI FERRANIA.

CRITICA

"Il film è condotto con buona tecnica e riesce ad interessare, per merito anche della buona interpretazione della protagonista". (Segnalazioni Cinematografiche, vol.39, p.177).
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