Il sorpasso

ITALIA - 1962
Bruno, un presuntuoso quarantenne, incontra casualmente Roberto, un giovane universitario, timido e inibito, e lo trascina con sé durante un lungo ferragosto. L'aggressività, il volgare e dirompente saper vivere di Bruno respingono e insieme affascinano lo studente. Bruno vive di espedienti, è separato dalla moglie, sua figlia è una ragazza che si appresta a sposare un anziano industriale. Vicende e incontri vanno e vengono, legati dal lungo filo della mania automobilistica di Bruno. E dietro l'ultima curva c'è nascosta la morte.

CAST

NOTE

- LA REVISIONE MINISTERIALE DEL 21 GIUGNO 1995 HA ELIMINATO IL DIVEITO DI VISIONE AI MINORI DI 14 ANNI.

- NASTRO D'ARGENTO E PREMIO DAVID DI DONATELLO 1963 A VITTORIO GASSMAN COME MIGLIORE ATTORE PROTAGONISTA.

- RODOLFO SONEGO NON E' ACCREDITATO COME AUTORE DEL SOGGETTO, COME DA LUI STESSO SPIEGATO NE "IL CINEMA SECONDO SONEGO" A CURA DI TATTI SANGUINETI (ED. TRANSEUROPA - CINETECA DEL COMUNE DI BOLOGNA): "NON HO FIRMATO 'IL SORPASSO'. LO AVEVO VENDUTO A DE LAURENTIIS. MENTRE GIRAVO 'IL DIAVOLO' HO SCOPERTO CHE STAVANO GIRANDO 'IL SORPASSO', UNA STORIA DI TRENTA PAGINE CHE AVEVO SCRITTO IO DALL'INIZIO ALLA FINE. PER MOTIVI CHE NON DESIDERO SPIEGARE IN QUESTA SEDE, IL FILM E' USCITO SENZA LA MIA FIRMA, MA NE' DE LAURENTIIS NE' IO ABBIAMO AVUTO UN PROCESSO. (...) IN OGNI CASO 'IL SORPASSO' E' STATO MOLTO FEDELE AL MIO SOGGETTO".

CRITICA

"[...] Film d'innegabile interesse che ruota attorno alla breve vacanza di due occasionali amici (...). Due caratteri si fronteggiano, a tratti resi con finezza d'intuito psicologico (...). Un pallido senso morale sopravvive nel personaggio istrionescamente interpretato da un Gassman ossessivo e narcisistico (...). Il tragico epilogo che la platea respinge e non prevede, ha un'amarezza di origine esistenziale (...)". (Mino Argentieri, 'Cinema 60', gennaio 1963)
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