IL RICORDO DI BELLE COSE

SE SOUVENIR DES BELLES CHOSES

FRANCIA - 2002
IL RICORDO DI BELLE COSE
Claire, una ragazza colpita da una forma di Alzheimer precoce, decide di passare la giornata in un istituto dove le persone colpite da turbe della memoria vengono aiutate a recuperare le loro capacità. La sorella non riesce ad aiutarla e assiste con strazio al suo decadimento. Il dialogo fra loro diventa impossibile perché Claire dimentica gradualmete il significato delle parole. Tra i ricoverati nell'istituto c'è Philippe che lavora senza sosta tra il bar e il giardino. In seguito ad un incidente automobilistico ha perso tutta la sua famiglia e ha rimosso il suo passato. Persino i suoi genitori non riecono a perdonargli il fatto che sia riuscito a sopravvivere quasi serenamente grazie alla sua amnesia. Tra Claire e Philippe nasce un amore e a quel punto lei decide di farsi ricoverare nell'istituto. Il dottore che li ha in cura crede che l'amore possa essere per entrambi la migliore medicina e presta loro una casa dove andare a vivere. Inizia per i due un periodo di vita in apparenza normale ma Philippe lotta ogni giorno perchè Claire rimanga vigile al suo fianco e per questo utilizza ogni espediente possibile. Riuscirà nel suo intento?
  • Altri titoli:
    MOI, C'EST LA MEMOIRE
  • Durata: 110'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Produzione: FRANCE 3 CINEMA; HUGO FILMS; LES FILMS DE LA COLOMBE; LES PRODCTIONS DE LA GUEVILLE
  • Distribuzione: LADY FILM
  • Data uscita 29 Agosto 2003

NOTE

- ZABOU BREITMAN HA VINTO IL PREMIO CESAR 2003 PER LA MIGLIORE OPERA PRIMA, ISABELLE CARRE' COME MIGLIORE ATTRICE PROTAGONISTA E BERNARD LE COQ COME MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA.

CRITICA

"L'esordio nella regia dell'attrice Zabou Breitman ha vinto il César come miglior opera prima, e quelli per il miglior attore protagonista (Bernard Campan) e attrice non protagonista. 0gni tanto si fa vivo il filo conduttore di Alice attraverso lo specchio di Lewis Carroll, ma viene anche citata una vecchia leggenda chassidica riferita a suo tempo da Martin Buber. Il film ha da subito un'atmosfera leggera e conciliante, e non cambia mai tono, rimanendo al di sotto dei suggestivi temi evocati. Un po' melenso, e un po' troppo costruito e smussato, tutto affidato ai dialoghi, pieno di orecchiabili fisarmoniche in colonna sonora, per appassionare davvero." (Emiliano Morreale, 'Film Tv', 16 settembre 2003)
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