Il ragazzo più felice del mondo

ITALIA - 2018
3/5
Il ragazzo più felice del mondo
È una storia vera. C'è una persona che da più di vent'anni manda lettere cartacee scritte a mano a tutti gli autori di fumetti italiani spacciandosi per un ragazzino di 15 anni. Nelle lettere, piene di complimenti, chiede sempre "uno schizzetto" in regalo. Per agevolare il compito ogni busta contiene un cartoncino bianco e un francobollo per la risposta. C'è un fumettista italiano, Gipi, che inizia a indagare su questa persona. Chi è veramente? Perché si nasconde dietro la falsa identità di un adolescente? Vuole girare un documentario, trovare questa persona, intervistare gli altri autori che hanno ricevuto la lettera: come si sono sentiti quando l'hanno ricevuta? E come quando hanno scoperto che si trattava, sostanzialmente, di una truffa? Per realizzarlo, recluta degli amici. Sono solo degli amici. Completamente incompetenti. Nessuno di loro ha mai lavorato a un documentario. Il fonico, per esempio, non sa neppure che non deve stare in campo. Ma c'è una storia da raccontare e, per Gipi, raccontare storie è la cosa più importante che c'è. Ma questa è anche una storia non scritta, che si adatta alle scoperte del momento. Solo per il finale Gipi ha le idee chiare: vuole prendere un bus, caricarlo di tutti i fumettisti che hanno ricevuto la lettera (basterà un solo bus?) e portarli a casa di questa persona. Ma non per metterlo in imbarazzo o svelare la truffa. No. Vuole fargli passare una giornata bellissima, con tutti gli autori di fumetti che gli fanno ogni disegno, a comando, in modo che non debba più nascondersi dietro una falsa identità. Ma le cose non vanno mai come vorremmo. E durante la lavorazione del documentario tutto si trasforma, sfugge, scappa di mano. Ed è così che Gipi si troverà a dover riflettere sul senso stesso del "raccontare storie" e sulle scelte morali che stanno a monte di questo desiderio. Cercando "il ragazzo più felice del mondo", in una ricerca maldestra e dai contorni comici e deliranti, Gipi troverà tutt'altro e lo stesso documentario, alla fine, si trasformerà in un film.
  • Altri titoli:
    The Young Fan
  • Durata: 90'
  • Colore: C
  • Genere: DOCUFILM
  • Produzione: DOMENICO PROCACCI PER FANDANGO
  • Distribuzione: FANDANGO DISTRIBUZIONE
  • Data uscita 8 Novembre 2018

TRAILER

RECENSIONE

di Mirko Granata

Basta poco a Gipi per mettere a proprio agio il pubblico, per portarlo dentro al suo nuovo film Il ragazzo più felice del mondo e farlo sentire comodo. Gli basta una prima esilarante sequenza faccia a faccia con Domenico Procacci e un esilarante remake di La vita di Adele. Una volta riuscitoci, Pacinotti (Gian Alfonso, vero nome dietro allo pseudonimo del cineasta e fumettista) è libero di raccontare la sua storia, come spesso tra diario, biografia e invenzione.

Qui Gipi cerca il modo di realizzare un documentario su una storia curiosa che gli è capitata: la lettera di un fan 14enne che lo adora e gli chiede un disegno è arrivata con minime variazione a tantissimi disegnatori e fumettisti nel corso degli anni.

Chi è questo fan misterioso e perché si camuffa dietro bugie e inganni? Gipi assieme a Gero Arone scrive il film come un meta-documentario che è al tempo stesso una commedia auto-riflessiva sul significato della fama e sul rapporto di un artista con il proprio pubblico e la propria ispirazione.

 

Come sempre Pacinotti, tra sincerità e furbizia, si mette a nudo e si riveste di humour per cercare di trovare lo spettatore spiazzato – così come fa con il lettore dei suoi romanzi grafici – quando deve farsi serio, quando si ferma e si mette a riflettere: è un gioco magari facile, o in qualche caso può sembrare vuoto per il minimalismo dei temi messi in campo. Ma è efficace senza dubbio e soprattutto Il ragazzo più felice sa spogliare alcuni di questi minimi temi e renderli condivisi, se non universali, raccontarli attraverso le sfumature di tono, parlare di una generazione che non riesce o non vuole crescere e di farlo con affetto e un pizzico di commozione, di quelle bolle che ci creiamo ogni giorni nei rapporti personali con sarcasmo discreto.

E alla fine, pur nell’apparenza di non aver raccontato davvero nulla, di aver chiuso il film con un “nulla di fatto”, Gipi è riuscito a descrivere una porzione di mondo e di averlo fatto in modo diretto e comico, onesto e umano. Nonostante gli alti e bassi, gli sbalzi di ritmo, le incertezze e gli inciampi di un film che segue le cose come vengono o è abile a farcelo credere, anche sbagliando.

NOTE

- IN CONCORSO ALLA 75. MOSTRA INTERNAZIONALE D'ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA (2018) NELLA SEZIONE 'SCONFINI'.

CRITICA

"(...) la sezione parallela Sconfini accoglie la 'malincomica' opera seconda di Gian-Alfonso Pacinotti, all'anagrafe fumettistica Gipi (...). Più corto satirico 'à la Propaganda Live' che 'L'ultimo terrestre', parte da un piccolo fan che 'estorceva' schizzetti a Gipi e colleghi vent'anni fa, ma poi evolve tra mockumentary e divertissement, all'insegna della leggerezza (...)." (Federico Pontiggia, 'Il Fatto Quotidiano', 1 settembre 2018)

"(...) Gian Alfonso Pacinotti, in arte Gipi, nel 'Ragazzo più felice del mondo' (...) sembra fare della bizzarria un criterio, a partire dal quesito di come si possa restare adolescente così a lungo. Forma di racconto diacronica come il fumetto, il cinema ha le sue regole, che Gipi sovverte allegramente. In realtà, sotto la crosta goliardica e autoironica (l'armata Brancaleone della sua troupe), Pacinotti riprende la formula classica del film-nel-film al servizio di un discorso serio. S'interroga sul bisogno atavico di (sentirsi) raccontare storie, ma lo fa deframmentando la narrazione e senza svelare l'identità del serial-fan. In una difesa virtuosa del privato, tanto più apprezzabile al tempo del narcisismo via social media e selfie." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 08 novembre 2018)
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