Il prossimo tuo

FRANCIA, ITALIA, FINLANDIA - 2008
Il prossimo tuo
Tre storie si intrecciano tra loro nonostante siano ambientate in tre diverse città europee, Roma, Helsinki e Parigi. I loro protagonisti hanno in comune la paura dell'altro, considerato un temibile nemico. Eeva è un hostess di terra che, nel tentativo di controllare tutto, tiene lontani da sé gli altri, compreso il professor Usko che, sebbene a sua volta intimorito dai cambiamenti repentini del mondo contemporaneo, cerca di ricondurla verso i rapporti umani. Jean Paul è un giornalista francese che vive a Parigi ma che, essendo l'unico scampato tra i suoi colleghi a un attentato in zona di guerra, ha ormai paura di tutto. Rifiuta anche l'amore di Caroline, la sua giovane compagna, non riesce a confrontarsi neppure con i suoi figli, anche a causa del terribile rapporto avuto con la loro madre, Sabine. Maddalena vive a Roma e, troppo colpita negli affetti, trova conforto solo nella pittura che ha scelto come rifugio. Riesce ad uscire dal suo isolamento solo quando incontra Eléna, una piccola rom ricca di talento e di speranze, di cui può occuparsi...
  • Altri titoli:
    Thy Neighbour
    Sinun kanssasi
  • Durata: 124'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Produzione: FRANCESCO TORELLI PER LA TRINCEA CINEMATOGRAFICA, FS FILM OY, ASTRA FILMS
  • Distribuzione: LA TRINCEA CINEMATOGRAFICA
  • Data uscita 19 Giugno 2009

TRAILER

NOTE

- PRESENTATO AL FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL FILM DI ROMA (III EDIZIONE, 2008) NELLA SEZIONE 'L'ALTRO CINEMA/EXTRA'.

CRITICA

"Il film ha i limiti delle combinazioni senza identità nazionale, e anche quelli dell'eccessiva frammentazione, ma ha anche personalità." (Paolo D'Agostini, 'la Repubblica', 19 giugno 2009)

"Progetto molto ambizioso che sfocia quasi nell'azzardo per via di alcune ingenuità di scrittura che tendono al ridicolo. E le ellissi e i non denti e un certo tono grave non fanno di per sé un film d'autore alla 'Babel' di Inarritu." (Pedro Armocida, 'Il Giornale', 19 giugno 2009)

"Tre film, insomma, della durata complessiva di due ore, le cui vicende procedono un passo alla volta, alternandosi. Detta così, parrebbe una scommessa votata al suicidio. Ma Anna Riitta Ciccone riesce miracolosamente a vincerla, scarnendo il più possibile di fatti e di azione le tre vicende, privilegiando i sentimenti che traspaiono dalle espressioni degli attori, mettendo in relazione stretta gli stessi protagonisti con le rispettive atmosfere ambientali, amalgamando il tutto attraverso un sapiente uso del montaggio.2 (Callisto Cosulich, 'Left', 3 luglio 2009)
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