IL PREZZO DELLA GLORIA

ITALIA - 1955
Dopo una lunga missione di guerra il cacciatorpediniere "Sagittario" rientra a Taranto, dove si tratterrà un certo tempo per rimettere in ordine i motori e le attrezzature: gli uomini pregustano la gioia di un meritato riposo. Il comandante Bruni, uomo rude, ligio al dovere, si attarda a bordo più di tutti. A tarda sera giunge un ordine dell'Ammiraglio: il "Sagittario" deve ripartire immediatamente. Tutti gli uomini ritornano a bordo, mentre sul cacciatorpediniere vengono caricati innumerevoli fusti di benzina: la nave dovrà trasportare il carburante sulle coste dell'Africa. Il comandante è, come sempre, impassibile, mentre il Primo ufficiale, Valli, brontola: tra i due uomini, molto diversi, non c'è mai stato buon sangue. Il "Sagittario" parte a tutta velocità verso una zona esposta alle insidie nemiche. Dopo alcune ore di navigazione, le macchine, sottoposte ad uno sforzo eccessivo, si guastano e la nave rimane immobile. Mentre i marinai lavorano alle necessarie riparazioni tra Bruni e Valli avviene una burrascosa discussione. Valli rinfaccia al comandante la sua inumana rudezza; Bruni fa presente al subalterno la responsabilità del comandante. Nel frattempo il guasto è riparato e la nave sta per rimettersi in moto, quando subisce un attacco di aerei. Bruni viene colpito al posto di comando, gli subentra Valli. A bordo tutti credono che il nuovo comandante abbandonerà la pericolosa rotta, ma Valli, conscio delle sue nuove responsabilità, ordina di proseguire verso la meta stabilita. La nave viene ripetutamente colpita ed è esposta all'imminente pericolo di saltar in aria: Valli fa evacuare l'equipaggio. Egli però s'attarda sul cacciatorpediniere ed è travolto dallo scoppio degli esplosivi.

CAST

NOTE

MUSICA DIRETTA DA: FRANCO FERRARA

CRITICA

"In fatto di film di guerra la produzione italiana se pure ha raggiunto una maggiore cura e una più accentuatta serietà d'intenti, è ancora lontana dal mostrare quella forza espressiva che si riscontra nei migliori esempi stranieri del genere. Non pretendiamo certo dai nostri produttori un "Prima linea", ma vorremmo qualche cosa di più di quello che sa darci questo "Prezzo della gloria", corretto e freddo come i suoi interpreti e il suo regista". (A. Albertazzi, "Intermezzo", 20/21/, 15/11/1956).
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