Il Presidente - Una storia d'amore

The American President

USA - 1995
Il Presidente - Una storia d'amore
Andrew Shepherd, presidente degli Stati Uniti, è spiritoso, democratico e circondato da uno staff efficiente guidato dal vecchio amico e collega A.J. MacInerney e composto da Lewis Rothschild, consigliere per la politica interna, Robin McCall, l'addetto stampa, Janie Basdin, assistente personale, nonché dall'incaricato dei sondaggi Leon Kodak. Rimasto vedovo e solo con la figlioletta dodicenne Lucy, Andrew gioca la sua rielezione con due decreti: uno sulla riduzione dell'uso privato delle armi e l'altro, patrocinato da una lobby ecologista che lo ha appoggiato nella nomina. Ed è proprio l'avvocato ambientalista ingaggiato dalla lobby, la volitiva Sydney Ellen Wade, che irrompe non solo nella Casa Bianca ma nella vita di Andrew che, attirato dalla franchezza della donna, che commette una gaffe dopo l'altra, se ne innamora. Ma la love story provoca le manovre del senatore leader della minoranza, Rumson, il quale scopre che dieci anni prima Sydney Ellen Wade durante un corteo di protesta aveva bruciato la bandiera americana e utilizza questo fatto per screditarne l'immagine. L'idillio giunge ad un punto di rottura quando viene dimezzata la portata del trattato sull'ambiente, per il quale Sydney si è battuta col suo staff per raggiungere il quorum di voti per la rielezione di Shepherd. Gli attacchi sempre più pesanti di Rumson e l'abbandono della donna amata scatenano l'orgoglio dell'uomo che reagisce in diretta televisiva, facendo riportare il decreto alla stesura originaria e promuovendo il disarmo che aveva promesso. La stampa, l'opinione pubblica ed il senato reagiscono in modo entusiasta e Sydney può riabbracciare l'uomo che ama e che ora stima.
  • Durata: 109'
  • Colore: C
  • Genere: ROMANTICO
  • Specifiche tecniche: 35 MM, 1: 2.35, SCOPE, TECHNICOLOR
  • Produzione: ROB REINER PER CASTLE ROCK ENTERTAINMENT, COLUMBIA PICTURES CORPORATION, UNIVERSAL PICTURES, WILDWOOD ENTERPRISES
  • Distribuzione: UIP (1996) - CIC VIDEO - LASERDISC: PIONEER ELECTRONICS, RCS FILMS&TV- UNIVERSAL VIDEO

NOTE

- REVISIONE MINISTERO GENNAIO 1996.

CRITICA

"Ancora una volta sono una perfetta confezione e la grande verosimiglianza della cornice a salvare il film dalla fondamentale frivolezza del suo quesito. E' come se fossimo invitati a una visita informale della Casa Bianca, compresa qualche cena elegante, dove Bening, sfoggiando un francese scolastico, ma sottraendo l'ambasciatore di Francia a un annoiato silenzio, fa la sua figurona e si conquista il diritto a diventare la First Lady. E sono benissimo raccontati gli intrighi e i meccanismi della politica: anche se a ben vedere, l'anima di favola del film, più che nella sua parte sentimentale, sta nel trionfo della causa ambientalista." (Irene Bignardi, "La Repubblica", 28 gennaio 1996)

"Reduce dal disastroso 'Genitori cercasi', Rob Reiner ritrova in chiave di commedia sofisticata il talento eclettico mostrato negli anni. Amabile e furbetto nel descrivere gli 'ostacoli' pratici di un siffatto rapporto, 'Il Presidente - Una storia d'amore' è uno di quei film di confezione che aggiornano una tradizione squisitamente hollywoodiana. Se la smaltata fotografia di John Seale conferisce il giusto calore ambientale, è la fresca ripartizione dei ruoli di contorno (il solidale Martin Sheen è il capo dello staff, l'esagitato Michael J. Fox il consigliere di politica interna...) a esaltare i duetti tra i due protagonisti: il sornione Michael Douglas, benissimo doppiato da Giancarlo Giannini, e la stuzzicante Annette Bening. Il cinema americano ama molto i suoi presidenti (Lincoln è 'apparso' in almeno 150 film), forse perché li vuole insieme distanti e vicinissimi: uomini in carne e ossa che governano il mondo. Ma devono essere dotati di glamour sennò fanno la fine del Nixon di Stone. (Michele Anselmi, "L'Unità", 26 gennaio 1996)

"Scritto da Aaron Sorkin (quello di 'Codice d'onore'), immerso nella calda fotografia di John Seale e contrappuntato dalle musiche romantiche di Mark Shaiman, 'Il Presidente - Una storia d'amore' ha il fascino e il glamour del migliore cinema tradizionale hollywoodiano e scorre compatto e piacevole grazie anche a uno straordinario Michael Douglas (ottimamente doppiato da Giancarlo Giannini) che spara battute brillanti e caustiche, dettando - come facevano Cary Grant e altri grandi commedianti - il ritmo del film e impegnandosi in schermaglie amorose-professionali con una bravissima Annette Bening (la voce italiana è di Roberta Greganti), che ricordano quelle di Spencer Tracy e Katharine Hepburn. Reiner entra e esce con invidiabile disinvoltura dalla commedia romantica e dal melodramma, facendoli interagire e poco importano il buonismo strisciante, il partito preso pro Clinton e la trasformazione di un ecologista militante in una moderna Cenerentola che incredula balla con il Presidente, perché il regista controlla il centro drammaturgico del film, che è il sogno di un personaggio pubblico carico di responsabilità di vivere le sue passioni e i suoi sentimenti come un uomo qualunque." (Alberto Castellano, "Il Mattino", 31 gennaio 1996)

"Una commedia brillante, aggraziata, divertente e un'occasione per fare i conti cinematografici con un personaggio divenuto fisso nei film americani: il Presidente degli Stati Uniti (o il candidato Presidente o ex Presidente). Nel passato il Presidente era stato interpretato da Raymond Massey (ricco di umana dignità e di grandezza in 'Abramo Lincoln', 1940); da Henry Fonda o Frederich March (saggi, lungimiranti pacifisti dell'età atomica in 'A prova di errore' o in 'Sette giorni a maggio', 1964); da Peter Sellers (anomalo nel 'Dottor Stranamore', 1964, candidato presidenziale analfabeta in 'Oltre il giardino', 1980); da Jack Nicholson (vanesio irresponsabile in 'Mars Attacks!'. 1996); da Gene Hackman (canaglia, mandante o quasi dell'assassinio della sua amante in 'Potere assoluto',1996); da John Travolta (candidato presidenziale indegno e portatore di scandalo sessuale alla Clinton ne 'I colori della vittoria', 1998). Il film è terribile e irresistibile. Terribile per melensaggine, mistificazione, sentimentalismo. Irresistibile per una sceneggiatura perfetta di Aaron Sorkin e per un ritmo di commedia perfetto, per una capacità di rendere quanto racconta credibile, divertente. toccante." (Lietta Tornabuoni, La Stampa, 29 aprile 2000)
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