Il potere dei soldi

Paranoia

USA - 2013
Jock Goddard e Nicholas Wyatt, i due miliardari più potenti del mondo nel settore della tecnologia avanzata, sono disposti a tutto pur di distruggersi a vicenda sulla scia di vecchie competizioni. Nella loro spietata lotta si intromette Adam Cassidy, giovane dalla folgorante carriera sedotto dalla ricchezza e dal potere, che ben presto rimarrà intrappolato nei loro contorti e imprevedibili giochi di spionaggio industriale, la cui posta è la vita o la morte...

CAST

CRITICA

"Thriller a Wall Street di Luketic, in attesa del lupo Di Caprio-Scorsese, a mezzo servizio con banale love story. (...) La lotta dei due magnati senza scrupoli (Harrison Ford rasato a zero e Gary Oldman) promette un film diverso che perde spessore. E Richard Dreyfuss è diventato un bolso gattone da divano." (Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera', 12 settembre 2013)

"Piacerà a chi ama i thriller americani dove il giro dei miliardi è pericoloso come tante armi puntate. Il grosso pericolo era che l'intrigo, fosse troppo intricato, che il regista perdesse il filo. Pericolo sventato. il regista Luketic si muove benissimo anche nella trame a scatole cinesi." (Giorgio Carbone, 'Libero', 12 settembre 2013)

"Prevedibile e poco elettrizzante thriller, vaga e brutta copia dell'antico 'Wall Street'. (...) Non ci si emoziona mai e anche Bill Gates resterebbe spiazzato dal linguaggio fastidiosamente ipertecnologico." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 12 settembre 2013)

"Nei guai con il boss finisce (...) il giovane protagonista di 'Il potere dei soldi' di Robert Luketic, beccato a rubare fondi della compagnia. Per evitare il licenziamento dovrà infiltrarsi in una società rivale e rubare informazioni su un progetto segreto offrendo allo spettatore un plot tutt'altro che originale." (Alessandra De Luca, 'Avvenire', 13 settembre 2013)

"Regista di commedie sentimentali (...), Robert Luketic opera una decisa virata (...) verso il «thriller» con «Il potere dei soldi», dalla vicenda ispirata a quella del romanzo dell'americano Joseph Finder «Paranoia», titolo che sottolinea la condizione di chi vive nella costante angosciante sensazione di essere spiato da occhi elettronici, che ne registrano ogni azione. (...) Dopo un inizio che raffigura due mondi del tutto estranei (i centri del potere economico, Wall Street, i grattacieli e gli umili sobborghi della Grande Mela), l'australiano Robert Luketic (Sidney, 1973) elegge l'«attività» di Adam a nucleo drammatico di «Paranoia» (titolo originale), di un racconto tipicamente hollywoodiano, fedele agli stereotipi e con una «love story» piuttosto gratuita. Un racconto non trascurabile tuttavia per la delineazione dei personaggi, per la discreta gestione della suspense e per alcune calzanti notazioni sullo scontro fra generazioni ed il rapporto fra padri e figli, sul tramonto del «sogno americano» stravolto dall'avidità e dall'ambizione e sulle minacce portate alla «privacy» dalle nuove tecnologie." (Achille Frezzato, 'L'Eco di Bergamo', 18 settembre 2013)
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