Il pirata

The Pirate

USA - 1948
Il pirata
Manuela vive nel villaggio di Calvados sognando il mare, i viaggi e il pirata Mococo che per lei è il simbolo dei suoi poco realistici ideali. Quando la zia Inez le comunica che deve sposare il sindaco Don Pedro, la ragazza rimane assai contrariata, ma si dichiara disposta ad obbedire per coprire i debiti dello zio Simplicio e annullare l'ipoteca che pesa sulla casa. Avendo però ottenuto di fare una gita a Puerto Sebastian, Manuela vi conosce l'attore, illusionista e ballerino, Serafin e si innamora di lui. Quando giungono a Calvados, nel giorno fissato per le nozze, Serafin si finge Mococo, nonostante lui solo sappia che il famoso pirata sia lo stesso Don Pedro. Questi approfitta della mistificazione per far condannare Serafin alla impiccagione. Ma Serafin, alla presenza del viceré e quando il cappio è in attesa di stringere il suo collo, come ultimo desiderio di un condannato ottiene di recitare...
  • Altri titoli:
    Der Pirat
    El pirata
    Le pirate
  • Durata: 102'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA, MUSICALE
  • Specifiche tecniche: 35 MM (1:1.37)
  • Tratto da: commedia "The Pirate" di Samuel Nathaniel Behrman
  • Produzione: ARTHUR FREED PER METRO GOLDWYN MAYER
  • Distribuzione: VALE GAUMONT (1980) - GRUPPO EDITORIALE BRAMANTE

NOTE

- CONSULENZA PER IL COLORE: NATALIE KALMUSHENRI JAFFA.

- COLLABORAZIONE NON ACCREDITATA ALLA SCENEGGIATURA: JOSEPH THAN.

CRITICA

"Anche se 'Il pirata' non è all'altezza del recentemente riedito 'Un americano a Parigi', fa ugualmente meraviglia che, realizzato nel 1947, solo oggi sia stato edito per la prima volta in Italia. Infatti, per quanto concerne il regista Vincente Minnelli, questo film è già una dimostrazione del suo distacco dal fastoso ma vacuo spettacolo mmusicale hollywoodiano al quale, del resto, aveva reso omaggio con 'Ziegfeld Folies' (1945); e dal suo passaggio al 'musical' di pura creazione onirica, di fantasia di colori e di movimenti, espressione ideale di un infallibile istinto per il bello. Inoltre, anche la musica di Cole Porter è rappresentativa di certe tendenze statunitensi e degna d'attenzione. Le interpretazione di Gene Kelly e Judy Garland, infine, sono pur sempre un fatto di studio per gli appassionati di cinema e gradevoli per lo spettatore comune." (Segnalazioni Cinematografiche, vol. 89, 1980)
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