IL PENTITO

ITALIA - 1985
Anni '70: crak del finanziere Spinola, assassinio di un avvocato milanese che si occupa di mafia, uscita dal carcere di un capo-mafia, Vanni Ragusa. Con un finto rapimento il bancarottiere Spinola viene trasportato in Sicilia per un "redde rationem" ai boss di "Cosa Nostra", che gli hanno affidato immense fortune e dai quali viene rispedito in America, perchè inetto e inutile. Evasione dall'Ucciardone di Don Salvo Lercara, capo-mafia di Corleone e inizio di un selvaggio regolamento di conti di cui sono vittime i mafiosi della cosca rivale, i quali gli contendono - con modi forse un po' meno sbrigativi dei suoi - il controllo del traffico di armi e droga. Si salva avventurosamente Vanni Ragusa, che ripara in America, dove apprende l'uccisione di suo figlio e del fratello. Angosciato per la sorte della moglie e dell'altro figlio, esposti all'eccidio, accetta l'estradizione in Italia e promette al giudice Falco, che conduce l'indagine insieme all'F.B.I., di parlare purché gli vengano garantiti la protezione dei familiari superstiti e il ritorno in America dopo l'interrogatorio, come avviene. Ne seguono retate a non finire di mafiosi della cosca di Corleone e l'arresto di un magistrato, che ricorre al suicidio per evitare l'infamia. A chi è servito l'enorme dispiego di mezzi e di forze della grande operazione clamorosa? Allo Stato? O al troncone "mafia momentaneamente-perdente in attesa di ricostruirsi?

NOTE

ARREDAMENTO: ENZO DE CAMILLIS.

CRITICA

"Ancora mafia, stavolta legata all'attualità più scottante. Il cinema di Squitieri ha una sua rozza efficacia, ma qui perde troppi colpi sul piano del ritmo. La tesi dei "pentiti di comodo" è comunque interessante." (Francesco Mininni, Magazine italiano tv)

"Il film non prende e non sorprende, dando anzi a momenti l'impressione di montaggio didascalico di cose già viste e risapute." (Segnalazioni Cinematografiche)
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