Il passato

El pasado

BRASILE, ARGENTINA - 2007
Il passato
I coniugi Rimini e Sofia si conoscono fin dai tempi del liceo, quando si sono innamorati perdutamente l'uno dell'altra. Dodici anni dopo, Rimini è diventato un ottimo e ricercato traduttore, ma il suo matrimonio con Sofia inizia a vacillare. Per questo i due decidono di separarsi in maniera civile, senza fare scenate. Quando però lui inizia a frequentare Vera, una modella ventiduenne, Sofia fa di tutto per non perdere l'amore della sua vita e, una mattina, per la strada, lo bacia con passione. Vera, che assiste impotente alla scena, ne è talmente scossa da non accorgersi dell'arrivo di un autobus che la travolge, uccidendola. Un anno più tardi Rimini si è finalmente riavuto dallo schock e sposa Carmen, una collega traduttrice. Dopo poco tempo, però, viene colto da una strana e inspiegabile sindrome per la quale non ricorda più nemmeno una parola delle lingue che traduceva. Costretto a casa, Rimini si deve adattare a dipendere materialmente da Carmen finché la nascita di un figlio, Lucio, lo aiuta a riprendersi. Sofia, in un momento di pazzia, dopo aver attirato con un pretesto Rimini in uno squallido motel, rapisce il piccolo per alcune ore. Per l'uomo è la fine: oltre a non avere più un lavoro, perde la famiglia che si era faticosamente costruito per cui è costretto a riciclarsi come preparatore atletico nella palestra di Nancy, di cui diventa l'amante. L'incubo, però, non è finito perché Sofia è sempre determinata a non scomparire dalla sua vita...
  • Altri titoli:
    The Past
  • Durata: 114'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO, SENTIMENTALE
  • Specifiche tecniche: 35 MM (1:1.85)
  • Tratto da: romanzo omonimo di Alan Pauls (Feltrinelli)
  • Produzione: 20TH CENTURY FOX DE ARGENTINA, CHEMO, HB FILMES, INCAA, K&S FILMS
  • Distribuzione: MIKADO, DVD: DOLMEN HOME VIDEO
  • Vietato 14
  • Data uscita 9 Novembre 2007

RECENSIONE

di Federico Pontiggia

“Chi ha avuto, ha avuto, ha avuto: chi ha dato, ha dato, ha dato, scurdammoce ‘o passato”. Non resta da dire altro, molto altro: Il passato delude, oltre ogni ragionevole dubbio. Diretto dal regista argentino Hector Babenco, implora di scordarne i gloriosi trascorsi: Pixote, la legge del più debole (1980) e, soprattutto, Il bacio della donna ragno (1984, Oscar e Palma d’Oro al protagonista William Hurt). Sorte analoga, su scala minore, per Gael Garcia Bernal, scelto da Babenco “a sua immagine e somiglianza” e inebetito da un copione che grida vendetta a cospetto di qualsiasi dio della sceneggiatura. Calato in una love story fastidiosa e noiosa insieme, il Rimini di Bernal se la deve vedere con Sofia (Analia Couceyro), uno dei più rivoltanti personaggi femminili apparsi di recente sul grande schermo. Non aiutata da un aspetto gradevole, mono-ciglio, occhi vacui e sorriso stolido, è lei “l’arpia” che torturerà il povero (e altrettanto irritante) Rimini per i 114 minuti del film alla ricerca dell’Amore. Lui finirà trapassato, lo spettatore pure. Gratificato al festival di Toronto da giudizi quali “akin to someone jamming a chateaubriand into a champagne glass” (Variety), al concorso della Festa di Roma ritrova la corrispettiva traduzione italiana. Spinto da ambizioni palesi e raramente così frustrate, Il passato merita di rimanere tale, e remoto.

NOTE

- PRESENTATO IN CONCORSO ALLA II^ EDIZIONE DI 'CINEMA. FESTA INTERNAZIONALE DI ROMA' NELLA SEZIONE 'CINEMA 2007'.

CRITICA

"Le donne che amano troppo sono meno di quelle che amano poco. 'Il passato' di Hector Babenco parla evidentemente delle prime, perché per le secondo il passato è senza nostalgia. Però Babenco non è regista da donne, quindi il suo film, tratto dal romanzo omonimo di Alan Pauls (Feltrinelli), racconta la vicenda dalla parte dell'uomo, un traduttore/seduttore (Gael Garcia Bernal) molestato dall'ex moglie, che gli manda in pezzi le successive unioni. Ambientato a Buenos Aires, il film ha una sua coerenza, se ci si lascia attrarre: il problema è appunto questo..." (Maurizio Cabona, 'Il Giornale', 26 ottobre 2007)

"Ragionevolmente interessante, anche se tirato un po' per le lunghe." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 26 ottobre 2007)

"L'avvenenza del messicano Gael Garcia Bernal (il Che dei 'Diari della motocicletta') non giustifica la lungaggine e l'iperbolica gratuità del tutto: le donne, vecchie e giovani, meglio perderle che trovarle. Se il protagonista non fosse così scemo da meritarsi tutto quel che gli capita, il sospetto di un film misogino sarebbe fortissimo." (Alberto Crespi, 'L'Unità', 26 ottobre 2007)

"Delude invece 'Il passato' di Hector Babenco su un giovane (Gael Garcia Bernal) che, separatosi dalla moglie dopo dodici anni di matrimonio, resta schiacciato dal proprio vissuto nonostante nuovi incontri e nuovi amori." (Alessandra De Luca, 'Avvenire', 9 novembre 2007)
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