Il mondo fino in fondo

ITALIA, CILE - 2013
3/5
Il mondo fino in fondo
Davide e Loris sono due fratelli che vivono ad Agro, un paesino de Nord Italia. Davide ha diciotto anni e vive in clandestinità la sua omosessualità; Loris, invece, è un trentenne ben integrato nell'azienda di famiglia, sposato e in attesa di un bambino. Anche se non propriamente interessato al calcio, ma bisognoso di evadere dal quotidiano, Davide decide di seguire Loris a Barcellona per vedere una partita dell'Inter. E' qui che incontra Andy, un ambientalista cileno di cui si innamora e che decide di seguire fino a Santiago. Tuttavia, l'illusione di una fuga d'amore ben presto si infrange: Davide conosce infatti il vero universo di Andy, fatto di attivisti impegnati che si battono per l'ecologia, ma soprattutto l'ex ragazza del cileno, Ana. Spaesato, Davide cerca di integrarsi in quella realtà così di versa da quella provinciale del suo paese d'origine; fino a quando, a sorpresa, Loris si presenta a Santiago nel tentativo di riportarlo a casa...
  • Altri titoli:
    Up To the World
  • Durata: 95'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA, DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: HD, DCP (1:2.35)
  • Produzione: RITA ROGNONI PER PUPKIN PRODUCTION CON RAI CINEMA
  • Distribuzione: MICROCINEMA (2014)
  • Data uscita 30 Aprile 2014

TRAILER

RECENSIONE

di Giulia Lucchini
Dal piccolo paesino Agro, nel nord Italia, alla Patagonia del Cile. E' la storia dell'opera prima di Alessandro Lunardelli, dal titolo Il mondo fino in fondo, presentata Fuori concorso al Festival del cinema di Roma per la sezione Alice nella città. Protagonisti sono i due fratelli Piovano: un diciottenne omosessuale Davide (interpretato da Filippo Scicchitano, noto al pubblico per la sua interpretazione nel film Scialla! di Francesco Bruni) e Loris (Luca Marinelli) trent'anni e tifosissimo dell'Inter. Loris non ha idea che suo fratello sia omosessuale. Un giorno decidono di andare a Barcellona per vedere la partita. Lì Davide conosce Andy (Cesare Serra), un ragazzo cileno, ecologista convinto, di cui si invaghisce, e decide di partire con lui per Santiago.
Tra lotte ecologiste e attivisti politici a capo dei quali c'è Ana (Manuela Martelli), l'ex ragazza di Andy, il regista mette in scena un film su due fratelli in fuga, attraversando contemporaneamente più generi: il road-movie, la commedia, la storia d'amore e il film di denuncia. Da una parte c'è l'Italia e il suo provincialismo, dall'altra la Patagonia con i suoi ghiacciai e la sua natura. Da una parte l'ossessione di Loris per l'Inter che nel 2011 celebra il triplete, dall'altra la conferenza sul clima di Copenhagen e le lotte in difesa dell'ambiente contro le multinazionali che costruiscono miniere di estrazione di metalli nocivi.
Il mondo fino in fondo è a tratti un po' troppo ambizioso, ma nel complesso è un buon film d'esordio che ci regala inoltre meravigliose immagini del ghiacciaio di San Rafeal.

NOTE

- REALIZZATO CON IL CONTRIBUTO DEL MIBAC-DIREZIONE GENERALE CINEMA E IL SOSTEGNO DELLA FILM COMMISSION TORINO PIEMONTE.

- FUORI CONCORSO ALLA VIII EDIZIONE DEL FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL FILM DI ROMA (2013).

CRITICA

"Ritratto di famiglia in esterni con solida radice freudiana nel passato (la mamma Bobulova da balocchi e profumi, è fuggita), in cui si innestano figure di confusa connotazione sentimentale, ma ciascuno voce solista di un gruppo non banale nel nostro cinema, portatore sano di una confusione reattiva che va contro l'omologazione dei consumi affettivi di quelli che «non ci stanno». Un film tenuto da una solida regia, una narrazione che glissa sui punti focali per non cadere nel mélo (la confessione dopo il goal), con glosse sulla calcio mania alla Dino Risi e appunti sulle velenose miniere a cielo aperto. Tutto il detto e non detto negli occhi prensili di due attori bravissimi come Filippo Scicchitano che non sbaglia una mossa, e Luca Marinelli che si vendica della solitudine dei numeri primi tentando la via dell'infanzia di un capo piccolo borghese." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 1 maggio 2014)

"Un po' commedia un po' dramma familiare, un debutto italiano non banale. Se lo schema narrativo traccia itinerari noti (il romanzo di formazione, il road-movie), gli episodi s'avventurano anche per sentieri poco battuti. Come nelle scene in cui Loris, spaesato, interagisce con Lucho ( il bravo attore cileno Alfredo Castro, visto in 'Tony Manero'), imprevedibile tassista a suo tempo vittima della dittatura." (Roberto Nepoti, 'La Repubblica', 1 maggio 2014)

"Un'opera prima italiana, scritta e diretta da Alessandro Lunardelli, noto finora come documentarista. Questa sua consuetudine si sente perché, volendo raccontare un rapporto fra due fratelli, partendo dall'Italia lo svolge anche in Spagna poi addirittura in Patagonia, seguendo certi schemi dei film di viaggio. (...) Convince di meno (...) il modulo narrativo cui è affidata la storia, poco ordinato, con incontri di viaggio o scarsamente motivati o lasciati in sospeso, mentre le implicazioni psicologiche tra i due fratelli - l'implicito scopo del film, con la pacificazione finale - non sono mai approfondite e stentano ad avere una loro logica e una posizione precisa nel contesto, spesso ingombro di episodi marginali non di rado anche un po' incongrui. Per un solo esempio, ma ce ne sarebbero molti, quella partita a calcio della squadra preferita che Loris riesce a vedere lì in Patagonia, su un televisore che la trasmette senza problemi e in orari precisi permettendo che attorno, non solo Loris, ma tutti gli altri urlino 'goal' con entusiasmo... Loris è Luca Marinelli, un viso teso ed asciutto, una recitazione sobria già apprezzata in 'Tutti i santi giorni' di Paolo Virzì, Davide è Filippo Scicchitano nei panni ancora una volta di un personaggio omosessuale come di recente in 'Allacciate le cinture' di Ferzan Ozpetek. Tra le figure femminili, Manuela Martelli, in arrivo soprattutto dal cinema spagnolo, l'altra lingua del film che difatti è una co-produzione e, per la parte italiana, Barbora Bobulova, di cui però ci si limita a indicare una 'partecipazione amichevole'." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo - Roma', 1 maggio 2014)

"Esordio di Alessandro Lunardelli, regista con esperienze nel documentario, 'Il mondo fino in fondo' è un road movie fragile nella sceneggiatura e però apprezzabile per almeno due motivi. Intanto perché si allunga sulle strade del mondo, come nel cinema nostrano difficilmente accade, trasmigrando dal contesto della provincia manifatturiera dell'Italia del Nord ai locali turistici di Barcellona sino alla remota Patagonia, meta effettiva e simbolica di un viaggio dalla valenza esistenziale. Poi, perché nonostante personaggi e situazioni siano costruiti in modo debole e inadeguato, gli interpreti ne escono fuori con una certa vividezza. (...) incisivo, interessante Luca Marinelli (...) Filippo Scicchitano (attore in via di maturazione, ma con una sua presenza) (...) valido Alfredo Castro (...). Va da sé che lo scenario incontaminato dei ghiacciai «in fondo al mondo» accresce il livello di suggestione." (Alessandra Levantesi Kezich, "La Stampa", 1 maggio 2014)

"'Il mondo fino in fondo' ha difetti di costruzione drammaturgica nella prima parte ma si innalza nella seconda, dove la regia e la storia vivono anche di paesaggi, di silenzi, di stupori. Marinelli e Scicchitano non sono lombardi, non sono fratelli, non si assomigliano nemmeno: rendono credibili i personaggi (e se stessi) con la forza del talento e della voglia di fare. Due attori su cui il cinema italiano può contare." (Alberto Crespi, 'L'Unità', 1 maggio 2014)

"Due fratelli agli antipodi, dall'inesistente paesino di Agro ai ghiacciai della Patagonia. Il grande (Marinelli), il piccolo (Scicchitano) sensibile. (...) Commedia agrodolce on the road figlia del 'Non pensarci' di Zanasi (la crisi del capitalismo familiare italiano vissuta dalle nuove generazioni), produttore e mentore dell'esordiente Lunardelli. Il tono oscilla tra rabbia e spensieratezza, il montaggio di Lunardelli è sopraffino (il film scorre a meraviglie), l'accento dei protagonisti indefinibile. Ma i fratelli funzionano. E alla fine ti affezioni." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 1 maggio 2014)

"Due fratelli e un destino da scoprire. Questa potrebbe essere la semplicistica idea alla base dell'opera prima di Lunardelli, che appunto pone al centro il trentenne Loris (Marinelli) e suo fratello diciottenne Davide (Scicchitano), che è gay. (...) Discreto dramedy sui giovani ma non solo, il film rivela ambizioni e capacità di scrittura e regia, che ancora però non si compiono in pienezza." (Anna Maria Pasetti, 'Il Fatto Quotidiano', 1 maggio 2014)
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