IL MONDO DI SUZIE WONG

THE WORLD OF SUZIE WONG

USA - 1960
IL MONDO DI SUZIE WONG
Robert Loma, un pittore americano in cerca di ispirazione, giunge nel pittoresco mondo di Hong Kong deciso a vivere un anno con il poco denaro che possiede per mettere alla prova, una volta per tutte, il proprio talento. Per caso, egli conosce una bellissima ragazza cinese: Suzie Wong, che vive facendo mercato di sè. Se ne Innamora e tenta di sottrarla alla sua triste professione assumendola come modella e cercando, nel contempo, di farle comprendere la paradossalità delle sue convinzioni morali, in netto contrasto con la vita che conduce. Ma con il tempo, l'affetto di Robert per la piccola Suzie, sinceramente ricambiato, rende sempre meno acute le divergenze di mentalità e di comportamento dei due innamorati. Robert, scoperto che la ragazza ha un figlio, si sente disposto a mantenere le due creature rinunciando alle proprie ambizioni artistiche, non tenendo conto dei pregiudizi degli altri bianchi della colonia, e mettendosi a lavorare in una banca. Suzie pero' non accetta tale sacrificio, per lei assurdo. Dopo un ennesimo litigio, i due si separano. Robert non puo' vivere lontano da Suzie. La ricerca per giorni e giorni nei miserabili quartieri di baracche e, quando finalmente la ritroverà, il bimbo di lei sarà morto. Nel dolore, il sentimento di Suzie e di Robert trova sfogo in una perfetta comprensione. I due partiranno insieme per gli Stati Uniti.
  • Durata: 130'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Specifiche tecniche: TECHNICOLOR
  • Tratto da: ROMANZO DI RICHARD MASON E DALLA COMMEDIA DI PAUL OSBORNE
  • Produzione: PARAMOUNT
  • Distribuzione: C.D.E. - PARAMOUNT - CIC VIDEO

CRITICA

"Estenuante e sciropposa love story biancogialla con adeguatocontorno di disgrazie e lacrime, sulla scia di 'L'amore è una cosa meravigliosa', che ai tempi fu considerata di riprorevole audacia. L'esordiente Nancy Kwan mostrapudicamente per poco delle proprie notevoli grazie a un apatico William Holden. La commovente vicenda diventò poi un ancor più piagnucoloso disco a 45 giri con lo stesso titolo per (de)merito del flautato Nico Fidenco". (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 2 agosto 2000)
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