Il mondo di Arthur Newman

Arthur Newman

USA - 2012
2/5
Il mondo di Arthur Newman
Wallace Avery è un uomo insoddisfatto che odia la sua vita e il suo lavoro; la sua ex moglie e suo figlio adolescente, invece, odiano lui. Un giorno, ad un tratto, decide di liberarsi dalle catene invisibili che lo stringono e si crea una nuova identità dopo aver inscenato la sua morte. Diventa così Arthur Newman e si trasferisce a Terre Haute, nell'Indiana, dove si presenta come professionista nel mondo del golf. I suoi piani vengono però sconvolti dall'incontro con Mike Fitzgerald, una ragazza fragile che ha deciso, come lui, di rompere con il passato...
  • Durata: 101'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA, DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: ARRI ALEXA, DCP
  • Produzione: BECKY JOHNSTON, MICHAEL CAPPUCCINO, BRIAN OLIVER, ALISA TAGER PER VERTEBRA FILMS, CROSS CREEK PICTURES
  • Distribuzione: VIDEA (2013)
  • Data uscita 5 Settembre 2013

TRAILER

RECENSIONE

di Andrea Chimento
Nella “terra delle opportunità”, come Lars von Trier aveva definito gli Stati Uniti nella sua trilogia incompiuta, avere una seconda chance è quasi impossibile.
Proverà comunque a riscattarsi Wallace Avery (Colin Firth), uomo di mezz'età con un figlio adolescente che vede di rado, un fidanzamento senza amore e un lavoro frustrante. Deciso a cambiare vita, s'inventerà una nuova identità, quella di Arthur Newman, per rivitalizzare il suo vecchio sogno (americano?) di diventare un golfista professionista. La sua solitudine s'incrocerà casualmente con quella di Mike (Emily Blunt), una ragazza con cui scoprirà di avere molto in comune.
Per il suo debutto nel lungometraggio, Dante Ariola (noto nel mondo della pubblicità) si affida a un'ormai stereotipata poetica della provincia americana, con i suoi motel a basso prezzo e i suoi volti deturpati dall'attesa di un cambiamento che pare impossibile. Se gli interpreti sono efficaci, Il mondo di Arthur Newman paga una sceneggiatura insipida e furbetta, che ha troppe “ispirazioni” (compreso Ferro 3 di Kim Ki-duk) e risulta sempre più banale col passare dei minuti.
Ariola è attento (anche troppo) a non fare sbavature, ma la sua regia ha poca personalità e ancor meno coraggio. Riuscirà ad avere una seconda chance?

NOTE

- IN CONCORSO AL 30. TORINO FILM FESTIVAL (2012).

CRITICA

"Spiacerà a quanti erano attratti dall'argomento (abbastanza attuale) e dal nome degli attori. Ma nemmeno due grandi (però non grandissimi) interpreti come Colin Firth e Emily Blunt possono fare granché se la regia (di un pubblicitario esordiente, quindi pretenzioso) è debole e lo script di Becky Johnston è (inaspettatamente) mediocre. Del resto, battute a parte, Colin ed Emily nelle scene di letto non fanno proprio faville..." (Giorgio Carbone, 'Libero', 5 settembre 2013)
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy