Il mondo addosso

ITALIA - 2006
Il mondo addosso
Mohammad Jan, Cosmin, Inga e Josif, come tanti altri loro coetanei, sono giovanissimi migranti arrivati a Roma dall'Afghanistan e dai paesi dell'Est Europa. Non hanno nemmeno 18 anni ma sono già soli e hanno tanta strada dietro di sé e altrettanta da percorrere. Sono stati strappati alle loro famiglie dalla guerra, dalla povertà. La loro casa non è qui, è molto lontana. Molti arrivano con il sogno di poter inviare un aiuto ai loro cari rimasti a casa ma si scontrano con la dura realtà di essere destinati a essere "invisibili".
  • Altri titoli:
    The World On Their Shoulder
  • Durata: 90'
  • Colore: C
  • Genere: DOCUMENTARIO
  • Specifiche tecniche: DIGITAL, (1:1.85)
  • Produzione: COSTANZA QUATRIGLIO E REAN MAZZONE PER DREAM FILM, ILA PALMA PRODUZIONI

NOTE

- REALIZZATO CON IL SOSTEGNO DELL'UNICEF, IN COLLABORAZIONE CON RAI TRE.

- PRESENTATO ALLA I^ EDIZIONE DI 'CINEMA. FESTA INTERNAZIONALE DI ROMA' (2006) NELLA SEZIONE 'EXTRA'.

CRITICA

Dalle note di regia: "La prima cosa che ho dovuto capire è come rappresentare ciò che non potevo mostrare: quel carico di dolore, di paura, di smarrimento e di necessità di riscatto prima ancora che di affetto, che molti dei giovanissimi incontrati portavano con sé ma soprattutto come restituire il sorprendente percorso della non esistenza e quindi della privazione di ogni diritto, all'esistenza riconosciuta, quando l'attribuzione di voce, volto, pensiero, volontà, dipende da quanto il paese in cui ti trovi riesce ad accoglierti, da quanto è organizzato, da quante persone riesce a stipendiare. Frequentando per mesi le strade, le stazioni e le strutture di accoglienza, ho seguito le storie di Mohammad Jan, Josif, Cosmin e Inga, e ancora dei giovani testimoni della guerra, partiti dai loro paesi ancora bambini o appena adolescenti. Ognuno di loro compie insieme alla macchina da presa un viaggio dentro percorsi concreti di riscatto ma anche di solitudini e scelte, fino a quando la maggiore età non incombe e ancora una volta la legge della selezione è più forte e la macchina da presa non può restare, laddove ancora un abbandono e un altro viaggio ricomincia, per un altro paese, un altro tentativo di essere a questo mondo."
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