IL MOMENTO DI UCCIDERE

A TIME TO KILL

USA - 1996
IL MOMENTO DI UCCIDERE
Nel Mississipi, due balordi ubriachi stuprano la figlia di dieci anni di Carl, operaio di colore. L'uomo, incapace di controllarsi, si fa giustizia da sè, uccide i due colpevoli, viene imprigionato. La difesa viene assunta da Jake, giovane avvocato pieno di ideali e di grandi speranze. Deve però scontrarsi con una situazione sociale in cui dominano preconcetti, omertà, complicità. Dopo molti tentennamenti, accetta la collaborazione di Ellen, studentessa di legge energica e intraprendente, che si butta nell'impresa in maniera tale da subire poi le vendette di alcuni membri del locale KuKluxKlan che la sequestra e la minaccia. Anche Jake mette a rischio la propria vita e quella della famiglia (moglie e figlioletta) perchè va a toccare gli interessi di diversi membri delle comunità del Mississipi. Gli attentati, gli scontri a fuoco, la perdita di tutti i rapporti sociali scoraggiano Jake, che però all'ultimo ritrova fiducia grazie all'incoraggiamento di Lucien Wibanks, avvocato di grido caduto in disgrazia e radiato dall'albo. Al momento finale dell'ultima udienza, Jack trova il coraggio per fare ai giurati un discorso chiaro e implacabile, che mette tutti di fronte a precise responsabilità. Carl viene assolto.
  • Durata: 145'
  • Colore: C
  • Genere: THRILLER
  • Specifiche tecniche: PANORAMICO A COLORI
  • Tratto da: TRATTO DAL ROMANZO "A TIME TO KILL" DI JOHN GRISHAM (1989), ("IL MOMENTO DI UCCIDERE"
  • Produzione: ARNON MILCHAN, MICHAEL MATHANSON, HUNT LOWRY, JOHN GRISHAM
  • Distribuzione: WARNER BROS ITALIA (1996) - WARNER HOME VIDEO (GLI SCUDI)

NOTE

- REVISIONE MINISTERO NOVEMBRE 1996.

CRITICA

Il momento di uccidere non è quel che si suol dire un film dai sfumati o dalle argomentazioni impeccabili. Al contrario è un prodotto politicamente assai maldestro e preoccupante, anche se ben impostato da un punto di vista spettacolare. (Il Messaggero, Fabio Bo, 6/11/96)

Joel Schumacher racconta questa vicenda con la passione che l'argomento richiede, tenendo d'occhio, senza originali variazioni, i film che in passato hanno trattato la stessa questione e replicandone le stesse situazioni. (Gazzetta del Mezzogiorno, Vito Attolini, 10/11/96)

"Appassionato quanto interminabile dramma giudiziario che Joel Schumacher ha tratto dall'omonimo bestseller di John Grisham, uno pseudogiallo dove gli striscianti conflitti razziali prendono quasi sempre il sopravvento sui fatti. Attori dotati di scarso autocontrollo e ancor minore personalità si palleggiano dialoghi tribunalizi alla Perry Mason: obiezione, accolta, respinta". (Massimo Bertarelli, 'Il giornale', 16 febbraio 2001)
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