IL MISTERO DEL CORTILE

ITALIA - 1999
Roma. Paola Angeli, giovane psichiatra, in seguito alla recente separazione dal marito Alberto Salvi, cronista di nera, si è trasferita in un appartamento prospiciente un grande cortile, sul quale si affacciano una serie di altre palazzine. E' Natale. La città si spopola. Anche il cortile che Paola vede dalle sue finestre nelle lunghe notti insonni sembra disabitato a parte i pochi inquilini rimasti. Una mattina, a poca distanza dal condominio di Paola viene trovato, in un cassonetto, il cadavere di una ragazza bionda non identificata. Alberto indaga sul misterioso delitto per conto del suo giornale. Paola ha l'impressione di aver visto la notte precedente proprio una ragazza bionda con un paio di orecchini molto vistosi entrare nella palazzina C. Ma Romolo, il portiere dello stabile, lo esclude perché gli inquilini sono tutti fuori per le vacanze. Le giornate di Paola diventano sempre più inquiete, mentre il mistero s'infittisce. Il signor Biagiotti, un altro inquilino del palazzo, viene trovato impiccato a un lampadario di casa. In cantina si scopre un'altra vittima, la signorina Cavalli, segretaria del commercialista Carenzi. Paola inoltre riceve le attenzioni morbose di un suo giovane paziente gravemente disturbato, Antonio Navarro. Paola, abituata per il suo lavoro a tenere i nervi salvi, comincia ad avere veramente paura, soprattutto quando si accorge che qualcuno si è introdotto nello studio durante la sua assenza e ha messo le mani tra le cassette registrare dei suoi pazienti. Anche Alberto è molto preoccupato per la vita di Paola che ama ancora e con la quale vorrebbe ricominciare una vita insieme. Ma nell'apparente normalità si celano i segreti più drammatici del mistero del cortile...
  • Durata: 180'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO, THRILLER
  • Produzione: RAIFICTION REALIZZATA DA ROBERTO SESSA PER MASTROFILM

NOTE

MINISERIE TV DI 2 PUNTATE DA 90 MINUTI, PER IL CICLO "DELITTI E SEGRETI" - RAIUNO

CRITICA

Presa visione del thriller tv "Il mistero del cortile", corre l'obbligo morale di diramare il seguente avviso urgente agli ideatori e realizzatori di "fiction tv". E' rigorosamente vietato (pena l'offesa all'intelligenza del telespettatore e dell'autore) spedire da sola, e pure di notte, nelle cantine di un palazzo descritto con insistenza come vuoto, la segretaria di un ufficio che si trova nelle vicinanze, e nel quale, due giorni prima, è stata misteriosamente uccisa una giovane donna. Nessuna ragazza al mondo, a meno che non sia afflitta da gravi disturbi della personalità, è da manie suicide, accetterebbe di farlo. E' rigorosamente vietato costringere dopo un delitto il personaggio del cronista di nera a indirizzare al fotografo una battuta tipo: "Dì al giornale che tengano ferma la prima pagina". In un giornale vero, al ritorno in redazione, costui verrebbe prima sbeffeggiato per giorni dai colleghi, quindi esortato dal direttore a rivolgersi a uno psichiatra di grido. E' rigorosamente vietato immaginare che un inquilino assista al pestaggio del portiere del proprio stabile e non corra subito a al telefono per chiamare i carabinieri (a meno che non sia complice del pestatore). E' rigorosamente vietato narrare di un giovane commissario di polizia che spari alle ruote di un'auto in fuga da un garage a sei (sei!) metri di distanza e manchi grossolanamente l'obiettivo, prendendo il fanalino: roba da trasferimento immediato, o da ricovero di una clinica oculistica. Si potrebbe continuare a lungo, ma no ne varrebbe la pena: tanto prodotti simili approdano in prima serata su Raiuno senza alcun filtro.
(Paolo Conti, "Io donna", supplemento del "Corriere della Sera" del 6.11.1999)
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