IL MAESTRO DI MUSICA

LE MAITRE DE MUSIQUE

BELGIO - 1988
IL MAESTRO DI MUSICA
Un anziano cantante lirico, Joachim Dallayrac, si ritira dalle scene per dedicarsi all'insegnamento a due giovani cantanti, Sophie e Jean. Tra i tre nasce una bella amicizia e grazie alla buona reputazione di Dallayrac, i due giovani vengono invitati a partecipare ad una competizione canora organizzata da Prince Scotti. L'obiettivo di Scotti è quello di riprendersi una rivincita su Dallayrac che anni prima lo aveva sconfitto in una competizione simile.
  • Altri titoli:
    THE MUSIC TEACHER
  • Durata: 98'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Produzione: K2 ONE - RADIO TELEVISION BELGE FRANCOFONE

CRITICA

"Certe scene sono andate, con questo metodo, al di là delle mie aspettative, come la festa del compleanno. Ma è appunto nel clima ambiguo della festa che si prepara e si svolge il duello musicale tra il talento e la tradizione: perché si scopra cosa conta essere maestro di musica in un mondo dove solo la perfezione è riconosciuta ma dove anche il corpo ha il sopravvento sull'anima. E' il vecchio contrasto tra amore ed età, tra passione e ambizione. Solenne, lento, nobile il film di Corbiau chiude in sé tutti i motivi per cui si ama e si teme la musica; ambientata ai primi del secolo la storia ha una cadenza ottocentesca che bene ne spartisce i toni sentimentali." ('La Stampa', 13 Ottobre 1989)

"Il rigore della disciplina mira alla perfezione e sottomette le tentazioni del sentimento, la gelosia artistica porta a nulla di buono, la ricostruzione d'epoca si avvale di languide notazioni naturalistiche. Eppure 'Il maestro di musica', recitato con doverosa professionalità e diretto con sincera sensibilità, non decolla quasi mai lasciando che musica e immagini interloquiscano tra loro con cerimonialità, con il bon ton incorporeo del cinema calligrafico e l'esangue naturalezza delle forme." (Fabio Bo, 'Vivilcinema')

"'Il maestro di musica' è stato, contro le aspettative, battuto dal solito 'Pelle alla conquista del mondo' del danese August, già vincitore a sorpresa a Cannes. Non completamente senza ragione, forse, perché, intriso com'è di musica e di bel canto, espressione concreta dei valori artistici di cui il maestro vive e che vuole tramandare, il film può rimanere estraneo a quanti non amano la musica e il bel canto e qualche volta addirittura annoiare. (...) Ne è da meno, ai fini del coinvolgimento, il contributo degli attori, tutti bravissimi, da Van Dam, perfetto nel ruolo, che gli è molto congeniale, dell'artista che vuole sopravvivere nel culto dell'arte (anche se ha più volte ripetuto che non c'è niente di autobiografico nella parte) al suo acerrimo nemico principe Scotti (Patrick Bauchau) e ad Anne Russel e Philippe Volter, che rendono nella maniera migliore le resistenze, dal punto di vista umano e professionale, di Sophie e Jean, alla durezza di Joachim e l'intuizione improvvisa, una volta giunti al massimo delle loro possibilità, del significato e dell'importanza di quella educazione." (Maria Fotia, 'Rivista del Cinematografo')
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