Il libro di Henry

The Book of Henry

USA - 2017
1,5/5
Il libro di Henry
A volte le cose non sono quello che sembrano, specialmente nella piccola città provinciale dove vive la famiglia Carpenter. La provinciale madre single Susan Carpenter lavora come cameriera in una tavola calda, insieme all'esuberante amica di famiglia Sheila. Il suo figlio più piccolo Peter è uno spensierato ragazzino di 8 anni. A prendersi cura di tutto e tutti nel suo modo originale e unico è il figlio maggiore di Susan, Henry, di anni 11. Tutore di suo fratello minore che lo idolatra e instancabile sostegno per sua madre spesso insicura - e, attraverso degli investimenti, della famiglia tutta - Henry sfavilla attraverso i giorni come una cometa. Susan scopre che la famiglia di vicini, quella della gentile compagna di classe di Henry, Christina, ha un pericoloso segreto, e che Henry ha escogitato un sorprendente piano per aiutarla. Mentre il suo geniale piano di salvataggio per Christina prende forma in modi elettrizzanti, Susan si ritrova al suo centro.
  • Durata: 105'
  • Colore: C
  • Genere: THRILLER
  • Specifiche tecniche: PANAVISION PANAFLEX MILLENNIUM XL2/PANAVISION PANAFLEX PLATINUM, 35 MM, DIGITALE/SUPER 35, STAMPATO A 35 MM/D-CINEMA (1:2.00)
  • Produzione: SIDNEY KIMMEL ENTERTAINMENT, DOUBLE NICKEL ENTERTAINMENT
  • Distribuzione: UNIVERSAL PICTURES INTERNATIONAL ITALY
  • Data uscita 23 Novembre 2017

TRAILER

RECENSIONE

di Gian Luca Pisacane
Archiviate le preistoriche creature di Jurassic World, Colin Trevorrow torna a occuparsi di esseri umani. I toni leggeri di Safety Not Guaranteed appartengono al passato, e con Il libro di Henry il regista di Oakland si immerge nel voyeurismo e nelle storie al limite dell’impossibile. Chissà che cosa avrebbe detto il maestro del brivido se avesse scoperto che La finestra sul cortile continua a ispirare film per teenager e thriller di serie B? Per fortuna non lo sapremo mai. Nel 2007 ci aveva già provato D. J. Caruso con Disturbia, dove Shia LaBeouf interpretava un ragazzo svogliato, sempre pronto a spiare i vicini. Oggi il mostro della porta accanto cerca ancora di spaventare, ma è un clichè troppo usurato.

“L’orco” da chiudere in gattabuia è un poliziotto, che ha anche lavorato nei servizi sociali della zona. La quiete di una piccola città di provincia (ovviamente americana) non può essere disturbata: l’uomo è un cittadino modello e la sua reputazione deve restare intatta. Henry, un genio in miniatura di appena undici anni, lo osserva dalla finestra della sua camera ed è testimone di ogni abuso. Christina, la figlia di questa bestia in divisa, arriva tutti i giorni a scuola coperta di lividi. I suoi occhi sono spenti e non parla quasi con nessuno.

Il suo amico Henry è un ragazzo prodigio, e non accetta le ingiustizie. Ha l’anima del supereroe, e a suo modo lo è. Si occupa della contabilità della famiglia, fa quadrare i conti e investe in borsa. Inoltre si prende cura del fratellino Peter e si atteggia come l’unico adulto in casa, visto che la madre si ubriaca con le amiche e urla contro la televisione con un joystick in mano. I ruoli si ribaltano e i figli diventano i veri genitori. Henry escogita un piano paradossale per salvare Christina e anche la platea non riesce a credere a ciò che sta guardando.

Malattie, chirurghi in stile Grey’s Anatomy, loschi personaggi e un fucile da cecchino sono gli ingredienti principali di un thriller edulcorato, poco plausibile, che cerca di conquistare il pubblico con gli occhiolini e la musica strappalacrime. Un irriconoscibile Michael Giacchino si dimentica del suo talento, e compone una colonna sonora melensa, studiata per creare empatia in una vicenda tutta convenzionale. Il cattivone ha l’aria tenebrosa e lo sguardo scuro, mentre il focolare di Henry è un piccolo paradiso dove tutti sembrano felici.

Il libro di Henry è un trionfo di luoghi comuni, dallo splendido rapporto tra fratelli alla mamma premurosa che deve ancora crescere, che ha il volto di Naomi Watts. Lei è la vera protagonista di un incubo all’acqua di rose, troppo furbo per suscitare la giusta tensione. La sceneggiatura traballa sotto il peso dei dialoghi ripetuti, senza identità, che si focalizzano sul “sei ancora un bambino” e sul “vedrai che andrà tutto bene”. E pensare che Trevorrow doveva dirigere il nuovo episodio di Star Wars

NOTE

- TRA I COPRODUTTORI FIGURA ANCHE GREGG HURWITZ.
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