Il gusto del sakè

Sanma no aji

GIAPPONE - 1962
Il gusto del sakè
Shuhei Hirayama, un vedovo di mezza età ed ex dirigente di azienda, è riluttante all'idea che la sua adorata figlia Michiko si sposi, nonostante la ragazza abbia ormai già 24 anni e sia segretamente innamorata di un giovane del quartiere. Tuttavia, dopo l'incontro con un suo ex professore, mettendo da parte il proprio egoismo, Hirayama si convince che per Michiko sarebbe più opportuno non restare zitella e le fa scegliere un futuro sposo apprestandosi così a vivere la sua, imminente, esistenza solitaria...
  • Altri titoli:
    Il gusto della costardella
    An Autumn Afternoon
    The Widower
    El gusto del sake
    Le goût du saké
    Ein Herbstnachmittag
  • Durata: 113'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: 35 MM/DCP (1:1.37) - AGFA-SHOCHIKUCOLOR
  • Produzione: SHOCHIKU
  • Distribuzione: TUCKER FILM (2015)
  • Data uscita 20 Luglio 2015

NOTE

- LUNGHEZZA: 9 RULLI (3087 METRI).

- PRESENTATO AL 66. FESTIVAL DI CANNES (2013) NELLA SEZIONE 'CANNES CLASSICS).

CRITICA

"Speriamo che la passione per il cinema di Ozu si diffonda ancor di più (...). Senza derogare mai da situazioni comuni e perfino banali, ma che prendono significato dalla composizione accuratissima dell'immagine, Ozu interpella lo spettatore sulla rottura dei vincoli familiari e sui danni collaterali della competizione sociale." (Roberto Nepoti, 'La Repubblica', 16 luglio 2015)

"Al di là di una patina di quieto immobilismo, risulta sconcertante la gamma infinitamente varia di sottili sfumature. Riguardo al terremoto dei costumi e della vita sociale attraversato dal Giappone dopo la sconfitta nella seconda guerra mondiale (non sono trascorsi che diciassette anni), riguardo alle modalità maschili nei confronti dell'universo femminile, e molto altro." (Paolo D'Agostini, 'La Repubblica', 23 luglio 2015)

"Ultimo film (uscito in patria nel 1962) del maestro nipponico. Probabilmente tra i capolavori. (...) Piacerà a chi magari s'è tediato mica male in altri film di Ozu dove i personaggi sembravano ectoplasmi. Qui grazie al troppo sakè ingerito, parlano, straparlano, si accusano a vicenda. Un gioco del massacro che stavolta non è compiuto in punta di piedi." (Giorgio Carbone, 'Libero', 23 luglio 2015)
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