Il grido della terra

ITALIA - 1949
Il prof. Taumen, celebre chirurgo israelita, e Dina, la sua futura nuora, hanno subito la deportazione in Germania: liberati dagli alleati, vengono trasferiti in Puglia, in un campo di profughi. Di là, insieme ad altri correligionarii, raggiungono la Palestina, sotto la guida di Ariè, membro dell'Haganà. In Palestina, gli estremisti ebrei conducono la guerriglia contro gli inglesi. Uno dei più attivi terroristi antinglesi è David Taumen, figlio del professore e già fidanzato di Dina che ora convive con Judith anche lei votata alla causa dell'indipendenza ebraica in modo estremo. Informato dell'arrivo del padre, ch'egli non sperava più di rivedere, David va a trovarlo nella colonia agricola che ospita i profughi: l'inattesa presenza di Dina lo turba profondamente. Qui egli trova anche Ariè, che con lui ha combattuto nelle file degli alleati: tra i due antichi compagni d'armi si accende una tempestosa discussione. L'uno sostiene i principi moderati dell'Haganà, l'altro predica il terrorismo. Intanto un distaccamento inglese, alla caccia degl'immigrati clandestini, circonda la colonia agricola. Taumen e Dina possono sottrarsi alla cattura. Il giorno dopo David compie un attentato contro il quartier generale inglese ma vien fatto prigioniero. Per rappresaglia i terroristi catturano e tengono in ostaggio il tenente inglese Birkmore, già commilitone di David. Ambedue vengono fucilati. Nella colonia agricola riprende il lavoro: Ariè e Dina si avviano tristemente ai campi da dissodare.

CAST

NOTE

- PRESENTATA ALLA 65. MOSTRA DI VENEZIA (2008) NELLA RETROSPETTIVA "QUESTI FANTASMI: CINEMA ITALIANO RITROVATO (1946-1975)" LA VERSIONE RESTAURATA DALLA CINETECA NAZIONALE.

CRITICA

"Un film messo in cantiere per sfruttare uno sfondo di attualità, ma che ha avuto il torto di essere superato in volata dagli avvenimenti. In quanto al resto, una buona storia, realizzata da Coletti con troppe preoccupazioni documentaristiche che sfociano spesso in descrizioni inutili e in un colore locale che sa di falso." (m.g., "Intermezzo", n. 14 del 3 luglio 1949).
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