IL GRANDE ATTACCO

ITALIA - 1978
Nel 1936, in occasione delle Olimpiadi di Berlino, si trovano in casa del ten. Manfred Roland alcuni esponenti delle delegazioni inglese, americana, irlandese, tedesca. Dopo avere brindato all'amicizia e alla pace, i convitati si scambiano ricordi e si lasciano. Roland nella stessa occasione conosce l'attrice Annelise Ackermann; la sposa ed, essendo lei ebrea da parte di padre, la lascerà nelle mani della Gestapo quando lui andrà a combattere e a morire nella guerra di Africa. Il Gen. Foster, richiamato al West Point, perderà il figlio prediletto Ted e verrà consolato dalle notizie riguardanti il secondogenito John. Il professore O'Hara, nonostante l'anzianità, accorrerà sui campi di battaglia come corrispondente e morirà accanto a un giovane reporter da lui trascinato verso il rischio. Il tenente Kurt Zimmer, che a Le Havre aveva cercato di aiutare la giovane vedova Danielle, darà la vita per il III Reich; e anche la sua protetta finirà colpita dai partigiani. Il capitano Martin Scott, chiamato sui vari fronti per audaci colpi di mano, incontrerà quasi tutti i suddetti personaggi; li vedrà morire o coprirsi di gloria; ma la cosa buona che veramente lo compenserà, sarà il ritorno dalla moglie Sybil e dalle due figliolette.
  • Altri titoli:
    BATTLE FORCE
    THE BATTLE OF THE MARETH LINE
    THE BIGGEST BATTLE
  • Durata: 100'
  • Colore: C
  • Genere: GUERRA
  • Specifiche tecniche: 35 MM, EASTMANCOLOR, TECHNOSCOPE
  • Produzione: MINO LOY E LUCIANO MARTINO PER DANIA FILM, NATIONAL CIN.CA
  • Distribuzione: TITANUS - VIDEOGRAM, NUMBER ONE VIDEO

NOTE

- NELLA VERSIONE DISTRIBUITA NEGLI USA LA VOCE NARRANTE E' DI ORSON WELLES.

- IDA GALLI E' ACCREDITATA COME EVELYN STEWART.

CRITICA

"Ambizioso e non disprezzabile kolossal bellico di marca italiana, firmato da Umberto Lenzi, autore per tutte le stagioni e senza fissa dimora cinematografica. Per far concorrenza a Hollywood recluta tante vecchie glorie di provenienza Usa, ma giocando in casa è obbligato a far posto al tuttodenti Giuliano Gemma e alla tuttacurve Edwige Fenech". (Massimo Bertarelli, 'Il giornale', 15 gennaio 2002)
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