IL GRANDE ADDIO

ITALIA - 1954
Angelo è un piccolo mulatto, frutto degli amori di una donna facile, Wanda e di un negro, di nome John, pilota nell'aviazione americana. Per il colore della sua pelle, Angelo è deriso dagli altri bambini; Tonio, l'amante e sfruttatore di Wanda, lo vede di mal occhio. Una sera Tonio, dopo un tentativo di rapina, si rifugia in casa di Wanda, ma viene arrestato insieme all'amante. Angelo, rimasto solo, si mette a girare, finché, stanco, s'addormenta. Il giovane Enzo lo porta a casa sua, dove il padre di lui Dante, dà da mangiare al poveretto e lo trattiene. Wanda, uscita di prigione, va a cercare il figlioletto; ma s'adatta facilmente a lasciarlo a Dante e poco dopo muore. Durante la guerra il negro John, con un bombardamento, ha causato la morte di molti bambini in quella stessa città, dove ora ritorna coperto dalla tonaca di frate. Da un complesso di circostanze John è condotto a riconoscere in Angelo il suo figliolo: dovere di religioso e sentimento paterno si combattono nell'animo suo, benché consigliato a rinunciare al figlioletto, egli, preso da una specie di frenesia, strappa il bambino al padre adottivo e fugge. Quando sta per precipitarsi col piccolo in un burrone, il ricordo del massacro perpetrato lo paralizza. Il bimbo cade, però senza farsi del male mentre il frate si dirige verso la croce, che domina il monte.

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