Il giorno in più

ITALIA - 2011
2/5
Il giorno in più
Giacomo Pasetti ha sempre scansato ogni sorta di impegno affettivo. Tutto questo fino all'incontro con Michela, una ragazza vista sul tram che ogni giorno lo porta al lavoro e che ben presto diventa per lui una vera e propria ossessione. Quando finalmente riuscirà a conoscerla e a uscire una sera con lei, Giacomo però avrà un'amara sorpresa: Michela sta andando a vivere a New York. Tuttavia, grazie a un nuovo incarico all'estero, Giacomo forse riuscirà a incontrarla di nuovo...
  • Durata: 111'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Specifiche tecniche: 35 MM
  • Tratto da: romanzo omonimo di Fabio Volo (ed. Mondadori)
  • Produzione: BEPPE CASCHETTO PER IBC MOVIE IN COLLABORAZIONE CON RAI CINEMA E GRUPPO TELECOM ITALIA MEDIA, IN ASSOCIAZIONE CON FIP - FILM INVESTIMENTI PIEMONTE
  • Distribuzione: 01 DISTRIBUTION
  • Data uscita 2 Dicembre 2011

TRAILER

RECENSIONE

di Giulia Lucchini
Tratto dall'omonimo bestseller di Fabio Volo, campione d'incassi con un milione di copie vendute, è in arrivo nelle nostre sale Il giorno in più, diretto da Massimo Venier, storico collaboratore di Aldo, Giovanni e Giacomo.
Una storia d'amore tra Milano e New York interpretata da Isabella Ragonese e da Fabio Volo che, insieme a Michele Pellegrini e Federica Pontremoli, ha anche collaborato alla stesura della sceneggiatura. Una commedia romantica che vede un trentenne refrattario alle relazioni cedere all'amore per una ragazza che incontra ogni mattina sul tram. Quando la giovane si trasferisce a New York per lavorare in una casa editrice, lui la raggiunge e si fidanzano ma solo per quattro intensi giorni. Servirà un giorno in più per l'amore con la A maiuscola.
Sulla scia di commedie romantiche americane come Harry ti presento Sally questo film non solo non dà niente “di più” al genere, ma dà qualcosa “in meno”. Manca l'ironia, la novità, la sorpresa (la scena della lettera che stranamente riesce a raggiungere il destinatario è talmente prevedibile da risultare fastidiosa).
Sempre trentenni in crisi, mammoni o bamboccioni, eterni Peter Pan che hanno difficoltà a vivere le emozioni. Tipicamente italiani. Stessa cosa per la Ragonese, che sembra recitare nel sequel di Dieci inverni: brava, sì, ma anche lei rischia di diventare un cliché, di cui il film abbonda. In una parola: sdolcinato, con la pretesa di non esserlo.
Il giorno in più apre la sfida del Natale al cinema con l'intenzione di replicare il successo che ha avuto il romanzo del 2007 (anche se per alcune cose diverso nella storia) e punta sulla popolarità del personaggio-protagonista del film, finendo per diventare Volo-centrico.

NOTE

- CANDIDATO AL NASTRO D'ARGENTO 2012 PER LA MIGLIOR CANZONE ORIGINALE.

CRITICA

"Da Milano a New York inseguendo una bella sconosciuta sul tram 29 nella scia della commedia sofisticata e romantica americana. Fabio Volo azzecca soprattutto nell'ironica prima parte il tono di quel tipo così finto moderno, così affettivamente in panne, finché la trappola patetica di troppe sliding doors allunga la faticosa radiografia del colpo di fulmine. I caratteri ci sono, la Ragonese e Volo emanano voglia di tenerezza e identificazione, molesta la tanta pubblicità smaccata." (Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera', 2 dicembre 2011)

"Diavolo d'un Volo: libri, radio, tv, cinema, tutto fa boom. Giusto, è un tipo che piace. Tratta da un suo vendutissimo romanzo, ecco questa commedia romantica, con dialoghi molto spiritosi. (...) La fine è scontata, ma pazienza, ci siamo divertiti abbastanza." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 2 dicembre 2011)

"Tratto dal romanzo di Fabio Volo che ha venduto un'esagerazione di copie, la storia dal retrogusto autobiografico arriva su grande schermo, costruita attorno al suo protagonista. Che ha un grande pregio: è quel che è. Non dissimula, non fa finta, il successo gli è cascato addosso, ma continua a essere il figlio del fornaio che, comprensibilmente, approfitta della situazione, ma non per questo si ritiene un nobel. A voler guardare bene il racconto è fragilino, e anche un po' troppo pensato a tavolino. Poi però spunta mamma Stefania Sandrelli con il suo amante Lino Toffolo, Isabella Ragonese dal tram milanese passa al traffico di New York, Fabio-Giacomo si riscatta raggiungendola grazie a un improbabile escamotage ai danni dell'azienda. Volendo rimuovere tutte le commedie romantiche degli ultimi anni, accettando di azzerare l'uso di Internet e del portatile, dichiarandosi disposti a vedere trionfare l'amore ecco che allora si può anche trovare garbato questo 'Giorno in più' diretto con disinvoltura da Massimo Venier. Ma se queste condizioni non dovessero valere, sarebbe d'obbligo condividere quel che dice nel film la stizzita collega Luciana Littizzetto: «qui c'è qualcosa che puzza»." (Antonello Catacchio, 'Il Manifesto', 2 dicembre 2011)

"A differenza di un romanzo che, nello stile di Volo scrittore, alterna trama a riflessioni pseudo-filosofiche, il film di Venier è una commedia sentimentale senza troppe velleità dall'imponente produzione (riprese negli Stati Uniti quando Giacomo insegue il suo amore oltreoceano), solito personaggio di maschio italiano in fuga dalle responsabilità (ma non era il marchio di fabbrica di Pieraccioni?), zero realtà sociale (lavorano tutti, i ristoranti sono pieni e i voli prenotati), colonna sonora scialba e comprimari più simpatici delle star. Se l'amico logorroico (un grande Ragusa) e l'amica trascurata (Filippi) sono adorabili, Volo e Ragonese risultano senza chimica e slancio. Inoltre lui sembra molto più vecchio dei 9 anni che lo separano dalla collega." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 2 dicembre 2011)

"E' sempre affascinante cercare di capire perché storie che sembrano totalmente irrilevanti e anodine riscuotano tanto successo. Se non si ha la passione sociologica necessaria per leggere i romanzi di Fabio Volo, almeno oltre pagina cinquanta, (...)si può tentare di capirlo attraverso il primo film tratto da uno dei tanti bestseller, 'Il giorno in più'. Ma anche dalla versione cinematografica si esce sconfitti. Il mistero del successo si fa anzi più oscuro. (...) Nella sua multiforme mancanza di talenti, avrebbe potuto essere senza difficoltà un non regista, se soltanto avesse voluto. Ma ha deciso di chiamare Massimo Venier, regista dei primi successi di Aldo, Giovanni e Giacomo. Il tocco allegro di Venier, così come la vitalità della brava Isabella Ragonese, nella parte di Michela, l'amore incontrato sul tram, non risollevano il tono del film, improntato al più rassicurante luogo comunismo. Non riescono a far ridere e piangere neppure il cammeo di Luciana Litizzetto e la presenza della mitica Stefania Sandrelli. Se proprio vogliamo trovare un difetto, in un'operazione commerciale ben studiata, si può trovare in qualche traccia di ironia e cattiveria, sfuggite forse all'autore, che è un ragazzo sveglio e di sicuro più interessante dei propri libri. Con battute più sceme e una bella figliola esotica al posto della troppo raffinata Ragonese, il successo di Natale sarebbe stato aggiudicato, come insegna il maestro Pieraccioni. Anche così, rovinato da momenti d'intelligenza, sia pure rari e dissimulati, 'Il giorno in più' dovrebbe però andare bene nelle sale." (Curzio Maltese, 'Repubblica', 2 dicembre 2011)

"Tu vuo' fa l'americano. Fabio Volo scodella il refrain prima in best-seller e poi nell'omonimo film, che sceneggia e interpreta, delegando Venier in regia, in attesa di incorporare pure quella al prossimo giro. Il personaggio, manco a dirlo, è un prevedibile se stesso d'italica ossessione, con sicurezze esterne e fragilità interiori. Specie in territorio femminile, altrimenti chiamato 'prigione'. La crisi si chiama Michela (Ragonese) e per conquistarla val bene un viaggio a NY, specie nel fighetto Village. Quivi la commedia assorbe tratti dei 'Meg Ryan movies' o dei recenti 'Friends with Benefits', trovando i suoi momenti migliori. Che però non bastano al totale sdoganamento di certi cliché devianti sulla solita menata all'italiana. Attenzione: qui non si tratta di cine-xenofilia aprioristica, ma del desiderio di (ri)portare quel magico mondo della commedia alla profondità che gli appartiene e che al nostro cinema non era certo estranea. Il percorso è lungo, ma siamo certi che il Volo potrebbe decollare." (Federico Pontiggia, 'Il Fatto Quotidiano', 1 dicembre 2011)
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy