Il flauto magico

Trull flöjten

SVEZIA - 1974
Il flauto magico
Il principe Tamino, inseguito da un mostro, sviene ed è salvato da tre giovani Fate che, ucciso il grosso serpente, corrono a informare la loro sovrana, la Regina della notte. Quando sopraggiunge Papageno, un uccellatore, le Fate negano che sia stato lui a salvare Tamino e gli consegnano il ritratto di Pamina, la bella figlia della Regina che lui dovrà salvare dal cattivo Mago Sorastro; inoltre, al principe consegnano un flauto magico e allo scudiero un carillon. Giunti nel regno di Sorastro, i due scoprono che si tratta di un saggio sacerdote di Iside e che Pamina è, invece, insidiata dalla stessa madre, la Regina della notte, genio del male. Prima che il principe e la principessa possano coronare il loro sogno d'amore, debbono superare tre prove, complicate dall'ingenuità di Papageno, a sua volta innamorato di Papagena, e dalle malignità di Monostatos, un negro innamorato di Pamina. Soccorsi da tre Geni, gli eroi vincono ogni difficoltà; la luce trionfa sulle tenebre; gli innamorati celebrano il matrimonio e entrano nella confraternita di coloro che amano bellezza e sapienza.
  • Altri titoli:
    Trollflöjten
    The Magic Flute
  • Durata: 135'
  • Colore: C
  • Genere: MELODRAMMA
  • Specifiche tecniche: 35 MM, EASTMANCOLOR
  • Tratto da: libretto dell'opera omonima di Wolfgang Amadeus Mozart scritto da Emanuel Schikaneder
  • Produzione: TELEVISIONE SVEDESE TV2, SVERIGES RADIO
  • Distribuzione: DELTA - GENERAL VIDEO, SAN PAOLO AUDIOVISIVI

NOTE

- TRASMESSO PER LA PRIMA VOLTA IN TELEVISIONE IL 1-1-1975 E AL CINEMA IL 4-10-1975.

CRITICA

"E' un'opera eccezionale, forse la prima nell'indicare il matrimonio possibile e perfetto tra opera musicale e cinema. Bergman, in smagliante veste di regista teatrale, regista cinematografico, letterato e filosofo, eclettico studioso di arte classica e arte moderna, rasenta qui la perfezione in tutto: resa perfetta della partitura orchestrale, ottima scelta dei cantanti-attori (come voci, fisionomie e capacità interpretative), originaliltà nella scenografia (senza tradire il libretto e la musica), arguzie allusive (i cartelli che gli attori stessi sollevano quando le parole contengono messaggi morali; Sarastro che legge il Parsifal, un Genio che si diletta con disegni animati), legame tra pubblico e palco (la galleria di volti proposta nel corso dell'Ouverture, oltre che museo del ritratto fiammingo, è un messaggio di Bergman sulle immutate e dimenticate possibilità promozionali della musica). Una nota a parte merita il personaggio della preadolescente inquadrata quale leit-motiv figurativo: volto incantevole, espressivo di vari stati d'animo, ricordo delle scoperte musicali giovanili di Bergman e invito alla gioventù moderna per una riscoperta dell'eredità artistica del passato. Non sfuggirà, allo spettatore attento, che il regista non ha soltanto rispettato, ma addirittura evidenziato il fatto che 'Il flauto magico' è stato un omaggio di Mozart e Schikaneder all'iniziazione e agli ideali massonici (erano entrambi confratelli): ma l'arte trasfigura e gli spunti dottrinali (la Ragione, l'Essere Supremo, la lotta della luce contro le tenebre, le porte della Ragione, Natura e Sapienza) finiscono per provenire da una massoneria d'altri tempi e si impongono solo in quanto valori sostanziali dell'esistenza." (Segnalazioni Cinematografiche, vol. 82, 1977)
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