Il fantasma di Corleone

ITALIA - 2004
Il fantasma di Corleone
Marco, giovane reporter siciliano, torna a Palermo in un viaggio-thriller per cercare di risolvere il mistero che avvolge la figura di Bernardo Provenzano. Capo supremo di Cosa Nostra, Provenzano vive in clandestinità da 40 anni, è vivo ma è come se fosse morto e ha architettato le più rilevanti stragi di mafia degli ultimi vent'anni in Italia. Si sa che è vivo ma è come se fosse un fantasma. Nessuno conosce il suo volto, né la sua voce.
  • Altri titoli:
    L'ultimo padrino
    The Last Godfather
  • Durata: 80'
  • Colore: C
  • Genere: DOCUMENTARIO, DRAMMATICO, THRILLER
  • Specifiche tecniche: 35 MM
  • Produzione: SIMONETTA AMENTA E RUGGERO DI MAGGIO PER EUROFILM, MEDITERRANEA FILM FRANCE, ARTE FRANCE, CNC, PROGRAMMA MEDIA CINEMA
  • Distribuzione: PABLO (2006)
  • Data uscita 31 Marzo 2006

RECENSIONE

di Rosa Esposito
Già autore del bel documentario Diario di una siciliana ribelle, sulla pentita Rita Adria, Marco Amenta firma una docu-fiction - Il fantasma di Corleone - in cui torna a parlare di mafia per indagare sulla misteriosa figura del boss Bernardo Provenzano. Il documentarista ricostruisce la storia (e il mistero) del Padrino di Corleone, latitante dal 1963, a partire dall'omonimo documentario realizzato per la televisione francese. Mescolando realtà e finzione, Amenta realizza un quasi-thriller avvincente e a tratti ricco di suspense, nel quale ripercorre l'ascesa al potere di Provenzano, la sua fuga all'estero, i numerosi tentativi di cattura e come, nonostante tutto, egli riesca a mantenere il controllo su Cosa Nostra. Il tutto alternando ai momenti di fiction (per i quali si affida ad attori come Marcello Mazzarella e Donatella Finocchiaro) le testimonianze di Giuseppe Linares, giovane capo della squadra mobile di Trapani e autore negli ultimi anni della cattura di numerosi latitanti, e Roberto Scarpinato, Procuratore aggiunto di Palermo e memoria storica della lunga battaglia dello Stato contro la mafia. E ancora filmati di repertorio sulle stragi di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, sulle altre vittime della mafia, Pio La Torre, Boris Giuliano, Carlo Alberto Dalla Chiesa, e su malavitosi del calibro di Totò Riina, Leoluca Bagarella, Luciano Liggio e Giovanni Brusca.

NOTE

- SUONO: ANDREA MOSER.

- MENZIONE SPECIALE DELLA GIURIA AL MEDITERRANEO FESTIVAL DI PAESTUM 2005 ''PER L'IMPEGNO CON CUI L'AUTORE SI MISURA CON L'ATAVICO TEMA DELLA MAFIA MESCOLANDO CON PADRONANZA IL GENERE DELLA PALPITANTE INCHIESTA INVESTIGATIVA E LA MESSA IN SCENA DI PIÙ AMPIO E SPETTACOLARE RESPIRO CINEMATOGRAFICO''.

- CANDIDATO AI NASTRI D'ARGENTO 2007 COME MIGLIOR DOCUMENTARIO.

CRITICA

"Il ritratto inedito dell'uomo e il puzzle delle tante testimonianze, interviste, rivelazioni fanno del 'Fantasma di Corleone' di e con Marco Amenta una pellicola scioccante, dura, coraggiosa il cui contenuto travalica l'aspetto puramente artistico dell'opera. (...) Col ritmo incalzante dell'inchiesta giornalistica la ricostruzione si fa strada andando a recuperare il background di Provenzano, dallo scontro tra i corleonesi e i boss di Palermo alla strage di Capaci, dalla cattura di Liggio a quella di Bagarella, Giuffrè e Spera all'arresto di Riina. Il tutto arricchito dai magistrati (Lo Forte e Scarpinato), da Traina, avvocato difensore del boss, dal capo della Mobile di Palermo, Giuseppe Linares. 'L'ombra sta per essere ingabbiata' è il messaggio, ma sappiamo che l'attualità è ben più amara e ancora in queste ore dannatamente controversa." (Leonardo Jattarelli, 'Il Messaggero', 31 marzo 2006)

"La docu-fiction, di origine televisiva, ha preso il posto del grande cinema di denuncia di Rosi che purtroppo aveva già previsto tutto. Quest' informata inchiesta sul fantasma Provenzano, da 43 anni ricercato invano, svela retroscena e connivenze inquietanti e racconta ancora l' impotenza di un Paese per bene, illustrato con le leali parole di Linares, il capo della Mobile di Trapani. Il film di Armenta, scritto con Andrea Purgatori, pulsa di indignazione e cerca di risolvere il mistero di una latitanza. Ovvio che sarebbe da proiettare a scuola: è tanto se riesce a passare senza tagli su Raitre." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 8 aprile 2006)
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