Il fantasma della libertà

Le fantôme de la liberté

FRANCIA - 1974
Il fantasma della libertà
Nel prologo i soldati napoleonici fucilano patrioti di Toledo nel 1808 e un ufficiale sacrilego tenta di violare la tomba della duchessa Elvira. Poi seguono vari episodi legati tra loro dal semplice passaggio di un personaggio da una storia ad un'altra completamente diversa: dei genitori rimproverano le figlie perché hanno accettato delle cartoline turistiche "scandalose"; Henry va dal medico che lo dichiara affetto da cancro; l'infermiera, ottenuto il permesso di recarsi in famiglia, si ferma in un albergo ove ne succedono delle belle; un professore di diritto, chiesto un passaggio all'infermiera, tiene lezione presso la gendarmeria; la polizia interviene perchè un uomo dal 30º piano uccide i passanti; l'assassino viene condannato e liberato; per 14 mesi le forze d'ordine ricercano la bambina non scomparsa; il questore, arrestato presso la tomba della sorella, trova il suo doppio in ufficio e con costui si reca allo zoo ove stanno sparando nuovamente su rivoltosi che gridano: "Vivan las cadenas" (tradotto in italiano con sottotitolo: "Abbasso la libertà").
  • Altri titoli:
    The Specter of Freedom
    The Phantom of Liberty
  • Durata: 103'
  • Colore: C
  • Genere: GROTTESCO
  • Specifiche tecniche: 35MM (1:1.66) PANAVISION CAMERA
  • Produzione: SERGE SILBERMAN PER GREENWICH FILMS (PARIGI), EURO INTERNATIONAL FILM (ROMA)
  • Distribuzione: EURO - DOMOVIDEO

CRITICA

"Nella difficile lettura di quest'opera - originale, brillante, sornionamente esplosiva, finemente umoristica, di un sarcasmo che si formula con amabilità ma colpisce graffiando - possono aiutare le avvertibili costanti: l''aderenza' dell'insolito dei singoli episodi al solito delle nostre esperienze e l'accettato 'determinismo' nel comportamento di tutti i personaggi. Infatti, che i poliziotti arrestino e maltrattino il loro questore, che un tribunale condanni a morte e poi liberi un pluriassassino, che dei frati predichino bene e razzolino malaccio, che degli anarchici acclamino alle catene... sono fatti paradossali, assurdi, ma non irreali se, accettata l'ottica buñuelliana di un esame surreale, si fruga al di là delle apparenze. (...) L'assurdo buñueliano non consiste semplicisticamente in un 'nonsenso', bensì nel rovesciamento del 'senso' (buon senso o senso comune) a beneficio di un 'controsenso' (cioé un senso contrario o controcorrente). Tale operazione sembra non voler essere altro che una sollecitazione a una generale 'liberalizzazione' dell'uomo: invito ad una ricerca di valori senza preconcetti di nessun tipo." ('Segnalazioni cinematografiche, vol. 78, 1975)
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy