Il domani che verrà - The Tomorrow Series

Tomorrow, When the War Began

AUSTRALIA, USA - 2010
Il domani che verrà - The Tomorrow Series
Otto ragazzi, tornati a casa dopo un weekend in campeggio, si ritrovano isolati dalle loro famiglie e dai loro amici. Ben presto si renderanno conto che il paese è invaso da una potenza non identificata e, mentre cercheranno di ricongiungersi ai propri familiari, dovranno imparare a scappare, sopravvivere e combattere contro una forza militare ostile e ignota.
  • Durata: 100'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO, GUERRA, AVVENTURA, ROMANTICO
  • Specifiche tecniche: ARRICAM LT/ARRICAM ST/ARRIFLEX 235/PHANTOM HD CAMERA, 2K/HDTV/SUPER 35 (3-PERF) STAMPATO A 35 MM /D-CINEMA (1:2.35)
  • Tratto da: romanzo omonimo (primo dei sette libri della saga) di John Marsden (ed. Fazi)
  • Produzione: AMBIENCE ENTERTAINMENT, OMNILAB MEDIA
  • Distribuzione: EAGLE PICTURES
  • Data uscita 4 Novembre 2011

TRAILER

CRITICA

"C'è sempre una saga in agguato, una trilogia di successo in attesa, un fenomeno giovanilistico da sociologia spicciola. Così, dopo il vampiresco 'Twilight', cui viene paragonato, ecco pronto 'Il domani che verrà' ('The Tomorrow series') bestseller australiano tratto dal primo libro della serie del romanziere John Marsden, il preferito dai teenager. (...) Regista debuttante e sceneggiatore di fama, Stuart Beattie ha scritto 'i Pirati dei Caraibi' e molti altri titoli di successo tra cui 'Collateral', e dimostra di conoscere le regole del gioco ma gli manca ancora di attaccare la presa emotiva. Il suo racconto omaggia tutte le convenzioni giovanili e si tiene in serbo l'ottima sorpresa narrativa, ma poi non riesce a dar scosse all'action che dovrebbe annunciare una specie di riscossa del genere umano, anzi dei figli che vendicano i genitori di fronte alla minaccia oscura e fantascientifica di una stirpe nemica degna dell''Invasione degli ultracorpi'. Restano in attivo la cura scenografica dei panorami naturali assai belli, la facile dialettica della vacanza e l'originalità di una storia che dovrebbe avere echi sotterranei e risvolti quasi metafisici ma che, almeno in questo primo round, osserva le convenzioni di un racconto mistery. In cui una fauna di adolescenziale umanità vive la sua prima dimensione fuori dal cliché dei teen-movie e con un gruppo di attori tutti intonati, un clan da prendere e gustare in gruppo." (Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera', 4 novembre 2011)

"Subito la notizia peggiore. Questa patacca, tratta dal primo di sette romanzi di fantascienza, non resterà isolata. In breve: i 3871 abitanti del villaggio australiano di Wirrawee sono sequestrati da un esercito sconosciuto. Si salvano sette ragazzotti in gita, che al ritorno riusciranno a tenere sotto scaccogli invasori. Cattivi, ma di incredibile stupidità. Quasi come il film." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 04 novembre 2011)

"All'origine ci sono sette libri per teenager, collettivamente denominati 'The Tomorrow Series', scritti dall'australiano John Marsden e venduti in milioni di copie. Ne ignoriamo i pregi, ma l'originalità del soggetto non è certo tra questi. (...) Epilogo in stile 'Cronache di Riddick', con minaccia concreta di puntate successive. Passaggio dietro la cinepresa di uno sceneggiatore di talento (ma come regista non supera il livello di un 'pilot' televisivo), un racconto di formazione con risvolti paranoici un po' inquietanti e afflitto da una carenza cronica di senso dell'umorismo." (Roberto Nepoti, 'La Repubblica', 4 novembre 2011)

"Ispirato al primo episodio della saga letteraria dell'australiano John Mardsen, 'The Tomorrow Series' - 'II domani che verrà' è diretto dallo sceneggiatore Stuart Beattie, esordiente nella regia. Un gesto di coraggio da parte della produzione visto che la pellicola è costata circa un ventina di milioni di dollari, molto per gli standard aussie, e non si può dire che il risultato sia particolarmente eccitante. Ma l'idea di questo romanzo di crescita in sette libri, dove le illusioni dell'adolescenza cadono sotto i colpi di un traumatico evento collettivo, resta buona. (...) I caratteri dei giovani protagonisti sono ben differenziati, fra loro c'è qualcuno che sa pure un po' recitare; ed è educativo che, per una volta, cattivi della situazione non siano i soliti alieni. Stiamo in guardia, di noi razza umana la storia ha insegnato che è meglio non fidarsi." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 4 novembre 2011)
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