Il discorso perfetto

Le discours

FRANCIA - 2020
3/5
Il discorso perfetto
Una lunga e snervante cena in famiglia, con discussioni "entusiasmanti" che vertono su un portatovaglioli a forma di gallo, sui vantaggi del riscaldamento a pavimento e sui più classici luoghi comuni. Chi non ha mai sentito il bisogno in una situazione del genere di perdersi nei suoi pensieri? Adrien si isola e aspetta. Aspetta che Sonia risponda al suo sms e metta fine alla "pausa" che gli ha concesso da un mese. Ma proprio in questo momento Ludo, il suo futuro cognato, gli chiede di fare un "semplice discorsetto" per il suo matrimonio! Adrien va nel panico. E se invece proprio questo discorso fosse alla fine la cosa migliore che poteva capitargli e gli permettesse di rimettersi in gioco?
  • Altri titoli:
    The Speech
    Il discorso
  • Durata: 88'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Specifiche tecniche: SCOPE
  • Tratto da: romanzo "Il discorso" di Fabrice Caro (ed. Nottetempo)
  • Produzione: OLIVIA LAGACHE PER LES FILMS SUR MESURE, LE PACTE, FRANCE 2 CINÉMA, SCOPE PICTURES
  • Distribuzione: I WONDER PICTURES UNIPOL BIOGRAFILM COLLECTION

RECENSIONE

di Federico Pontiggia

C’è solo una cosa peggiore che venire lasciati, ovvero aspettare un messaggio della fidanzata messasi in “pausa” (38 giorni) quando si è a cena con la famiglia: un padre che racconta i soliti aneddoti senza capo né coda, la madre svampita e sottomessa che cucina le solite cose e tiene ancora appeso il portasciugamani – sventuratamente – a forma di pene che facesti alle elementari; una sorella che pende dalle labbra del promesso sposo e sforna dubbie torte allo yogurt. Accade ad Adrien, trentacinque anni, qualche insicurezza, molto amore per Sonia e, non bastasse, un’offerta che non può rifiutare: tenere, gli chiede il futuro cognato Ludo, il discorso al matrimonio.

È appunto Le discourse (Il discorso particolare), tratto dal libro omonimo di Fabrice Caro, diretto da Laurent Tirard e interpretato dal protagonista Benjamin Lavernhe con Sara Giraudeau, Kyan Khojandi, Julia Piaton, François Morel, Guilaine Londez.

Il romanzo, a giudicare dalla sceneggiatura dello stesso Tirard, non deve essere affatto male: anamnesi degli incagli relazionali dal voltaggio ironico, sarcastico, perfino dissacrante, frammenti del dialogo amoroso messo in pausa, divertissement a briglia sciolta, un po’ di zolfo sulle istituzioni, dalla famiglia al matrimonio. E il film?

Be’, Lavernhe ci mette a parte dei rovelli di Adrian con esprit de finesse, sguardi in camera, esibita scioltezza, e non gli si potrebbe chiedere di meglio: incarnando le puntute osservazioni di Caro, squaderna un manuale di sopravvivenza ilare, empatico e sferzante, passando in rassegna lo spauracchio del tradimento, il sesso anale frustrato, le dinamiche servo-padrone delle coppie, il pericolo della verità, la vacuità dello storytelling, la necessità dell’artifizio, il coraggio di mettersi in scena, e alla prova.

Tutto bene? No, anche sullo schermo il gioco è bello se dura poco, e qui nonostante gli 88 minuti la misura è colma prima che il running time si esaurisca, l’iterazione stroppia, le circonvoluzioni danno negli occhi. Insomma, questione di sintassi involuta e, al tavolo di scrittura, di analisi logica lasca: tagliare Il discorso perfetto, perché fosse tale, avrebbe giovato.

NOTE

- SELEZIONE UFFICIALE AL 73. FESTIVAL DI CANNES (2020).

- SELEZIONE UFFICIALE ALLA XV FESTA DEL CINEMA DI ROMA (2020).

- REALIZZATO CON IL SOSTEGNO DI: TAXSHELTER DU GOUVERNEMENT FÉDÉRAL BELGE VIA SCOPE INVEST ; CON LA PARTECIPAZIONE DI: CANAL+, C8, CINÉ+, LE PACTE, CINEVENTURE 5, LA BANQUE POSTALE IMAGE 13, CINÉMAGE 14, CINÉCAP 3.
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