Il diritto di opporsi

Just Mercy

USA - 2019
3/5
Il diritto di opporsi
Una storia vera potente e stimolante, "Il diritto di opporsi" segue il giovane avvocato Bryan Stevenson (Jordan) e la sua storica battaglia per la giustizia. Dopo essersi laureato ad Harvard, Bryan avrebbe potuto scegliere fin da subito di svolgere dei lavori redditizi. Al contrario, si dirige in Alabama con l'intento di difendere persone condannate ingiustamente, con il sostegno dell'avvocatessa locale Eva Ansley (Larson). Uno dei suoi primi casi, nonché il più controverso, è quello di Walter McMillian (Foxx), che nel 1987 viene condannato a morte per il famoso omicidio di una ragazza di 18 anni, nonostante la preponderanza di prove che dimostrano la sua innocenza, e il fatto che l'unica testimonianza contro di lui sia quella di un criminale con un movente per mentire. Negli anni che seguono, Bryan si ritroverà in un labirinto di manovre legali e politiche, di razzismo palese e sfacciato, mentre combatte per Walter, e altri come lui, con le probabilità - e il sistema - contro.
  • Durata: 136'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Produzione: GIL NETTER, OUTLIER SOCIETY, "JUST MERCY"
  • Distribuzione: WARNER BROS. PICTURES
  • Data uscita 30 Gennaio 2020

TRAILER

RECENSIONE

di Gian Luca Pisacane
L’altra faccia di Sweet Home Alabama dei Lynyrd Skynyrd, dove il cantante Ronnie Van Zant se la prendeva con Neil Young dicendo: “Un uomo del sud non ha comunque bisogno di lui”. La stoccata era per i testi di Alabama e Southern Man, con cui Young criticava lo spirito razzista di quella terra. Ed è proprio da qui che parte Il diritto di opporsi.

Colore della pelle, disuguaglianze, una condanna ingiusta per una persona che agli occhi della società è nata criminale. La sua colpa è di essere afroamericano, di mettere in dubbio la superiorità dell’uomo bianco già solo con la sua esistenza. Il suo nome è Walter MacMillan, accusato ingiustamente dell’omicidio di una diciottenne e condannato a morte. A difenderlo c’è l’avvocato Bryan Stevenson, che ancora oggi combatte nei tribunali d’oltreoceano. Il caso che il film racconta è accaduto davvero.


 


Il regista Destin Daniel Cretton non ha bisogno di calcare la mano per mettere in scena un legal thriller solido, con un tris d’assi come Michael B. Jordan, Jamie Foxx (il migliore dei tre) e Brie Larson. Confronta la realtà con la finzione, sottolinea più volte che l’omicidio è avvenuto a Monroeville, dove Harper Lee ha scritto Il buio oltre la siepe. L’ingiustizia viene perpetrata proprio dove la grande autrice aveva lanciato il suo messaggio di speranza.

Per tutto il film la figura di Atticus Finch (che per molti ha sempre il volto di Gregory Peck) aleggia per le strade deserte di una provincia dove, per antichi retaggi, il diverso fa ancora paura. Stevenson è il nostro Atticus. Non ha la carnagione chiara, ma è dalla parte del più debole, e fa propria la causa dei suoi clienti. Avrebbero avuto bisogno di lui anche i ragazzi della miniserie When They See Us, diretta da Ava DuVernay. Lì si parlava di uno stupro (come ne Il buio oltre la siepe), qui di un brutale assassinio. Ma tutto è collegato, e la vicenda affonda le radici nei principi per cui cineasti come Spike Lee lottano da decenni.


 


In una parola: uguaglianza. E quello per cui si batte Stevenson è proprio il mitico “la legge è uguale per tutti”, che in America si riassume nel “In God We Trust” (abbiamo fiducia in Dio). Cretton pesca a piene mani da Stephen King e Frank Darabont (Il miglio verde), e si avvicina anche al Clint Eastwood di Fino a prova contraria. La questione tempo è centrale, la sedia elettrica incombe. Qualcuno ha i giorni contati, a meno che non arrivi un giovane da Harvard pronto a trasformarsi in una nuova bandiera.

Cretton vuole far indignare, ma il suo non è un cinema “urlato”. La parola è ai giurati, al pubblico. E sul banco degli imputati non c’è solo MacMillan, ma un intero sistema corrotto. A pagare è la gente comune, che poi sceglie di scendere in strada con una mitragliatrice in mano. Come ne Il momento di uccidere di Joel Schumacher. Stevenson ha realmente fondato l’Equal Justice Initiative, organizzazione no-profit che offre una giusta assistenza legale a chi si trova nel braccio della morte. Per non perdere mai Il diritto di opporsi.

NOTE

- PRODUTTORI ESERCUTIVI: MIKE DRAKE, MICHAEL B. JORDAN, BRYAN STEVENSON, GABRIEL HAMMOND, DANIEL HAMMOND E NIIJA KUYKENDALL
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