Il diario di una tata

The Nanny Diaries

USA - 2006
Il diario di una tata
Annie Braddock, neolaureata in economia e antropologia, deve scegliere quale direzione prendere per il suo futuro: intraprendere una carriera nel mondo degli affari come vorrebbe sua madre o seguire il suo sogno di studiosa delle varie culture ed etnie. A risolvere il quesito, con una terza scelta, interviene l'incontro fortuito con una mamma dell'Upper East Side di New York che la scambia erroneamente per una tata e che le propone un impiego a tempo pieno come baby-sitter di suo figlio Grayer. Nonostante la totale ignoranza in fatto di bambini, Annie decide di accettare, ma l'impresa si rivela piuttosto ardua sia per il difficile rapporto con il monello viziato che le è stato affidato, che per le inflessibili regole della capricciosa Signora X, tra cui il divieto assoluto di frequentare i ragazzi. Tutto questo proprio quando incontra il ragazzo dei suoi sogni.
  • Durata: 107'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA, DRAMMATICO, ROMANTICO
  • Tratto da: romanzo omonimo di Nicola Kraus e Emma McLaughlin
  • Produzione: THE WEINSTEIN COMPANY LLC, FILMCOLONY
  • Distribuzione: 01 DISTRIBUTION, DVD: 01 DISTRIBUTION HOME VIDEO
  • Data uscita 30 Novembre 2007

TRAILER

RECENSIONE

di Alessandro De Simone

Il futuro del mondo è nelle mani delle donne, e non parliamo di Hillary e Condoleeza, ma dei demoni che vestono Prada e delle mamme dell’Upper West Side. Merito senza dubbio del grande successo dei molti Chick Flick (tradotto letteralmente “romanzetti per pollastrelle”) che negli ultimi anni hanno preso d’assalto gli scaffali delle librerie. Il fatto è che sono tutt’altro che romanzetti, ma veri e propri trattati di sociologia, neanche tanto spicciola, che mostrano chiaramente la china sempre più nevrotico-esistenziale che le donne desiderose di diventare importanti stanno prendendo. Il diario di una tata rientra perfettamente in questo nuovo genere del cinema americano e il fatto che sia diretto, con mano divertita ma ancora un po’ acerba, dalla coppia Shari Springer e Robert Pulcini, già autori del geniale American Splendor e cineasti underground di vaglia, fa capire ulteriormente quanto questo fenomeno non sia da prendere sottogamba. Scarlett Johansson è una tata perfetta e Laura Linney è sempre una delle migliori attrici americane di questo scorcio di secolo, nei panni della ricca mamma insoddisfatta. Insieme raccontano i drammi di due ceti sociali a confronto, ma soprattutto la confusione che la frenetica vita moderna crea a grandi e piccini. Insomma, se Mary Poppins vivesse ai nostri giorni, chiederebbe un piano previdenziale e l’assistenza medica prima di entrare in casa.

NOTE

- PRESENTATO FUORI CONCORSO ALLA 64. MOSTRA INTERNAZIONALE D'ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA (2007) NELLA SEZIONE 'VENEZIA NOTTE'.

CRITICA

Dalle note di regia: "Essendo nati e cresciuti a New York, abbiamo a lungo sognato di dirigere un grande film d'ampio respiro che catturasse l'eccentrica Manhattan raffigurata in alcuni dei nostri film preferiti degli anni cinquanta e sessanta ('Colazione da Tiffany', 'A piedi nudi nel parco', 'Un giorno a New York'). In questi film, la sincera emozione di riprendere in esterna ha informato ogni singolo fotogramma, e così la città pareva sempre meno una Grande Mela e sempre più un variopinto regalo di San Valentino. Dopo la realizzazione di 'American Splendor' - un film che rappresentava la vita statunitense con un realismo molto austero e molto poco hollywoodiano - abbiamo deciso di cimentarci in una raffigurazione della vita negli Stati Uniti da un punto di vista più scintillante e romanzato. E quale materiale migliore con cui lavorare se non un bestseller che tra l'altro è anche una mordace satira sociale? Traendo spunto dalla copertina del libro, abbiamo scelto di inserire in questo film più di un elemento di fantasia attraverso vari riferimenti di natura visiva e musicale al classico film per bambini 'Mary Poppins'. Pur essendo una ragazza contemporanea che si sforza di trovare una propria via a New York, la nostra eroina aspira alla saggezza della perfetta tata inglese disneyana. Anche il fatto che Annie nutra il desiderio di diventare antropologa incide sul nostro stile narrativo. Sebbene in definitiva non riesca a mantenere un'obiettività scientifica riguardo ai propri soggetti, Annie racconta la sua esperienza con il sordido ricco come se si trattasse di un mero studio scientifico. Insieme con i vari riferimenti alla musica etnica, questo approccio conduce all'interrogativo cruciale dell'intera storia: è proprio innaturale che gli esseri umani permettano a degli estranei di crescere i loro figli?"

"Storia edificante di una ragazza della working class, laureata, che si ritrova a fare la tata a dei ragazzini terribili in un ambiente di ricche signore distratte, cui insegnerà l'importanza di amare i propri figli." (Francesco Bolzoni, 'Avvenire', 1 settembre 2007)

"Con 'The Nanny Diaria', il cinema esplora ancora il mito della governante. E, dopo Mary Poppins - Julie Andrews e una serie di tate cattivissime, la governante di oggi è stile 'Sex and the City'. Non a caso il film è tratto dal Libro di Emma McLaughlin e Nicola Kraus: vere tate di figli di schizoidi donne a Manhattan. Così Annie si ritrova contro una mamma-iena dei quartieri alti (Laura Linney). Ma il mondo tutto fashion, borghesi americani e nevrosi compulsive ricorda troppo 'Il diavolo veste Prada'. E nessuna attrice dovrebbe confrontarsi con Meryl Streep. Ma Scarlett Johansson è giusta nella parte, la commedia scivola con leggerezza e le tate, si sa, hanno un fascino eterno." (Roberta Bottari, 'Il Messaggero', 30 novembre 2007)

"Fortuna che 'Diario di una tata', adattamento di un best-seller a quattro mani, non assume toni moralistici, né pretende d'impartirci lezioni di sociologia urbana. Si limita a raccontarci una fiaba moderna con tanto di Principe Azzurro, attraverso l'obiettivo cordiale di Shari Sprinter e Robert Pulcini. Meglio del solito Scarlett, che rinuncia alle velleità di 'femme fatale' per una parte più adatta al suo tipo fisico e alla sua età." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 30 novembre 2007)

"Tratta da un bestseller scritto a quattro mani da Emma McLaughlin e Nicola Kraus, 'Il diario di una tata' è una commedia che promette più di quanto mantiene. Se l'idea di base è senz'altro brillante e spiritosa, lo svolgimento non è d'altezza. Forse perché la protagonista Scarlett Johansson (...) è costretta a giocare di rimessa relegata com'è a questo ruolo passivo di osservatrice dei rituali della classe alta cui non appartiene. Cosi succede che nel film, diretto con finezza poco incisiva da Shari Spinger Berman e Robert Pulcini a risaltare sono le figure in teoria secondarie dei genitori Paul Giamatti, un tipo laido tutto lavoro e corna alla moglie, e soprattutto la bravissima Laura Linney, detestabile signora bene, che si rivela una donna vulnerata dalla mancanza di amore."(Alessandra Levantesi, 'La Stampa' 30 novembre 2007)

"Tutto secondo il copione rassicurante di un romanzo che dà il via e in fondo dice più di quanto forse voglia su un ambiente sereno da anni '50, con donne in carriera come al museo di storia naturale. Film per signorine bene che diverte all'acqua di rose, cita 'Mary Poppins' con ombrello e 'Tutti insieme appassionatamente', con un gruppo di attori psicosomaticamente perfetti, la bella bionda tata Scarlett, l'ottimo Giamatti, la brava Laura Linney." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 30 novembre 2007)
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy