IL DIABOLICO COMPLOTTO DEL DR. FU MANCHU

THE FIENDISH PLOT OF DR. FU MANCHU

Nel 1933, mentre nel regno di Saipan si sta festeggiando il 168mo compleanno del terribile Fu Manchu, un inserviente, per sbadataggine, getta via l'elisir di eterna giovinezza che consente al tiranno di restare in vita. Gli emissari di Fu Manchu partono subito alla ricerca di quanto serve per produrre un nuovo elisir. A Washington rubano il famoso diamante la Stella di Leningrado che è stato portato in America per essere esposto in un museo; a Londra entrano nottetempo nel British Museum e entrano in possesso di una delle mummie egiziane. Ora resta da fare l'ultimo passo: impadronirsi del diamante di Giorgio V custodito nella Torre di Londra insieme ai gioielli della Corona. Scotland Yard non può fallire, anche per dimostrare la capacità dei suoi uomini rispetto ai colleghi americani. Gli agenti Joe Capone e Pete Williams, incaricati del caso, vengono ricevuti dal super ispettore Nayland Smith, in pensione da quando, anni prima, è caduto nelle mani di Fu Manchu che lo ha torturato. Per Smith è arrivato il momento della resa dei conti perché sa che il suo avversario arriverà in persona a Londra pronto a rapire la regina Mary per ottenere in riscatto il prezioso diamante. Cosa succederà?
  • Altri titoli:
    FU MANCHU
  • Durata: 102'
  • Colore: C
  • Genere: AVVENTURA
  • Specifiche tecniche: 35 MM, NORMALE, TECHNICOLOR
  • Tratto da: BASATO SUL ROMANZO DI SAX ROHMER
  • Produzione: ZEV BRAUN E LELAND NOLAN PER PLAYBOY ENTERPRISES, ORION PICTURES E WARNER BROS.
  • Distribuzione: PIC BALMAS - WARNER HOME VIDEO (MINI SCUDI)

NOTE

- COLLABORAZIONE NON ACCREDITATA ALLA REGIA: RICHARD QUINE, PETER SELLERS.

- ULTIMO FILM GIRATO DALL'ATTORE PETER SELLERS.

CRITICA

"Il personaggio del diabolico Fu Manchu - inventato da Sax Rohmer negli anni Venti - ha, come tanti altri eroi della letteratura popolare conosciuto una sua longevità sullo schermo. Agli inizi si è prestato a una doppia operazione: quella tecnica (con l'offerta di occasioni per trucchi numerosi alla Méliès), quella tematica (gli inquietanti presagi sul pericolo giallo o sulle ire rosse). (...) Oggi il personaggio si è accontentato del trasformismo (a beneficio dell'ultima prestazione di Peter Sellers), delle facili caricature degli agenti di Scotland Yard o dell'Fbi, della graziosa presenza di Helen Mirren. Ma in realtà, l'insieme rimane non al di sotto dello spettacolo medio commerciale, ma al di sotto delle sue latenti possibilità di grossa commedia. Le scene iniziali, balletto ed esibizione sportiva di altissima classe, sono belle, ben riprese e ben ambientate. Poi le ricerche figurative vanno via via scemando in comicità di maniera. La trovata finale colpisce perché insospettabile ma forse è anche una autentica stonatura." (Segnalazioni Cinematografiche, vol. 90, 1981)
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