Il delitto di Giovanni Episcopo

ITALIA - 1947
Il delitto di Giovanni Episcopo
Giovanni Episcopo è un modesto impiegato che vive sereno e relativamente felice tra l'ufficio e la cameretta ammobiliata che ha affittato in casa d'amici. Una sera alcuni colleghi più giovani lo trascinano in un caffè-concerto dove fa la conoscenza di Giulio Wanzer, un avventuriero che esercita sul timido e debole Episcopo una specie di influsso magico. Wanzer, che ha intravisto subito in Episcopo un uomo ingenuo da sfruttare, lo spinge a lasciare la sua modesta cameretta per trasferirsi alla Pensione California, ambiente brillante ed equivoco. Lì Episcopo si innamora di Ginevra, la figlia della padrona, non sapendo che la ragazza è l'amante di Wanzer. Poiché Wanzer deve fuggire all'estero perché ha commesso alcune truffe, Episcopo trova il campo libero e sposa Ginevra. Si accorge troppo tardi dell'errore commesso: benché la coppia abbia avuto un bambino, lei non abbandona la sua esistenza dissoluta e distrugge a poco a poco suo marito. Episcopo sopporta ogni cosa per amore del bambino: ma quando Wanzer fa ritorno dal suo esilio ricco e trionfante e vuole strappargli la donna, finalmente si ribella e lo uccide.
  • Durata: 94'
  • Colore: B/N
  • Genere: DRAMMATICO, PSICOLOGICO
  • Tratto da: romanzo "Giovanni Episcopo" (1891) di Gabriele D'Annunzio
  • Produzione: MARCELLO D'AMICO PER PAO, LUX FILM
  • Distribuzione: LUX FILM - ENIC - MAGNUM 3B, AVO FILM, RCS FILMS & TV - DVD: DOLMEN HOME VIDEO (2009)

NOTE

- TRA GLI INTERPRETI, IL PRINCIPE VOLODIMEROV.

- PREMIO DELLA BIENNALE PER SPECIALI MERITI ARTISTICI AD ALDO FABRIZI ALLA MOSTRA DI VENEZIA DEL 1947; NASTRO D'ARGENTO 1948 PER LA MIGLIORE REGIA.

CRITICA

"Dal romanzo forse più dimenticato di quel romanziere dimenticatissimo che è Gabriele D'Annunzio, ecco che Lattuada ha cavato un film che vorrebbe essere d'atmosfera, e non è. Di gusto si, certamente. Del resto già D'Annunzio aveva preso una strada che non era la sua (...). Lattuda, regista prezioso, ha montato uno spettacolo levigatissimo, illustrativo, di grande dignità formale". (Anonimo, "La Critica Cinematografica", n. 8 del 1945).
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