Il debito

The Debt

USA - 2010
3/5
Il debito
1965-66. Rachel, Stephan e David sono tre agenti del Mossad protagonisti di una missione segreta, messa in atto a Berlino Est per catturare e uccidere Dieter Vogel, il temuto Chirurgo di Birkenau.
Trent'anni dopo, due di loro vengono raggiunti da una scioccante notizia e di conseguenza chiamati a confrontarsi con alcune verità...
  • Durata: 114'
  • Colore: C
  • Genere: THRILLER
  • Specifiche tecniche: ARRICAM LT/ARRICAM ST, (2K)/SUPER 35 STAMPATO A 35 MM /D-CINEMA (1:2.35)
  • Produzione: MATTHEW VAUGHN, KRIS THYKIER, EDUARDO ROSSOFF, EITAN EVAN E MAIRI BETT PER MARV FILMS, PIONEER PICTURES
  • Distribuzione: UNIVERSAL PICTURES INTERNATIONAL ITALY (2011), DVD E BLU-RAY: UNIVERSAL PICTURES ITALIA HOME ENTERTAINMENT (2012)
  • Data uscita 16 Settembre 2011

TRAILER

RECENSIONE

di Marina Sanna
Berlino 1965. Tre agenti del Mossad sotto copertura devono catturare un pericoloso criminale nazista, meglio noto come il dottor Morte di Birkenau (come Joseph Mengele). In pochi giorni  Rachel, David e Stefan (Jessica Chastain, Sam Worthington e Marton Csokas) riescono a concludere la missione. Da quel momento incominciano i problemi: il “trattamento” da riservare allo sterminatore di ebrei,  l'attrazione fatale che David e Stefan provano per Rachel, l'angusto appartamento in cui si nascondono, fanno salire la tensione alle stelle con conseguenze inevitabili. Trent'anni dopo, Rachel (in versione adulta Helen Mirren) è diventata famosa. La figlia ha scritto un libro sui fatti che hanno promosso la madre e i colleghi a eroi nazionali (Rachel si è sposata con uno di loro: Stefan, ora con la faccia di Tom Wilkinson). Ma il ritorno di David (Ciarán Hinds) e la notizia che il “mostro” è ancora vivo o almeno proclama di esserlo, scatena il caos: qual è la verità? Che cosa è successo davvero quell'ultima sera a Berlino?
Incomincia così Il debito di John Madden, in uscita il 16 settembre per Universal, dopo varie vicissitudini legate alla distribuzione, e procede sul filo del rasoio del tempo, attraverso flashback e rarefazione degli avvenimenti. Soggetto insolito per il regista di Shakespeare in Love e remake di un omonimo thriller israeliano, che immaginiamo pieno di buone intenzioni. Al di là dell'attualità di alcuni spunti (il diritto di farsi giustizia in nome di crimini contro l'umanità), il punto di forza di tre quarti di Il debito è nella caratterizzazione dei personaggi, soprattutto quello di Rachel, interpretato da Helen Mirren, premio Oscar per The Queen, e nella prima parte del film da Jessica Chastain. Sulla strada della vendetta e del risarcimento, il plot perde però pathos e suggestione e neanche la bravura della Mirren riesce a dare credibilità alla sequenza finale. Per Madden un'occasione mancata, per Jessica Chastain l'ulteriore conferma di un talento naturale.

NOTE

- REMAKE DEL FILM "HA-HOV" DI ASSAF BERNSTEIN E IDO ROSENBLUM.

CRITICA

"'Il debito' è il remake inglese di un film israeliano del 2007, 'Ha-Hov' di Assaf Bernstein, affidato per la regia al John Madden di 'Shakespeare in Love'. Il quale ha scelto Peter Straughan, lo sceneggiatore di 'La talpa' apprezzato di recente a Venezia, per la stesura definitiva del copione, mettendo su un cast di alto profilo e privilegiando il registro del thriller ben confezionato. Il che ha comportato, stando almeno alle riserve di alcuni critici israeliani, un indebolimento degli aspetti drammatici di una vicenda costruita, per l'appunto, su un doppio debito. Quello contratto da un carnefice nazista nei confronti delle sue vittime e quello che devono pagare i protagonisti per aver celato la verità. (...) Quando hai una storia divisa in due, con attori diversi a incarnare i personaggi, è come se il film giocasse un po' contro se stesso: ci sarà chi reputa più valido l'episodio attuale, chi il più remoto. Per noi il cuore della storia sta nella Berlino invernale del '65 con quei ragazzi ancora sanguinanti delle ferite dell'Olocausto e alla disperata ricerca di un risarcimento morale. Ottimi valori produttivi, regia fluida e abile a schivare il rischio di lentezza insito nell'elaborato meccanismo narrativo. Che Jessica Chastain, fragile e vibrante (forse troppo per un agente del Mossad), si trasformi in Helen Mirren, attrice di altra tempra e spessore, può sembrare sul momento sconcertante, ma le due attrici sono così brave da trovare un filo comune, la prima lasciando trapelare una forza interiore, la seconda facendo intravedere una vulnerabilità nascosta. Mentre i due personaggi maschili, pur ben interpretati, restano meno individuati." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 16 settembre 2011)

"Due piani temporali (1966 e 1997), doppio cast per il trio di spie israeliane (Jessica Chastain è una Rachel giovane e idealista; Helen Mirren la sua controparte vecchia e disillusa) e un nazista interpretato magistralmente da Jesper Christensen, così diabolico da alternare momenti di umanità ad atroci affondi psicologici («Voi ebrei non sapete combattere. Sapete solo morire»). Non basta diventare un eroe, se hai una coscienza. Avvincente come 'Munich' di Spielberg, profondo come 'Flags of Our Fathers' di Eastwood. Scritto divinamente da Vaugh e Goldman di 'Kick-Ass'. Remake di un omonimo film israeliano del 2007." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 16 settembre 2011)

"Piacerà a chi ama le problematiche sullo schermo (quanto ci mette un'ex vittima a diventare carnefice?) quando non sono verbose e non tarpano le ali al dramma d'azione. E soprattutto se sono ben recitate, la giovane Jessica Chastain mangia in testa alla veterana Helen Mirren che interpreta lo stesso personaggio." (Giorgio Carbone, 'Libero', 16 settembre 2011)
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