IL CONFESSIONALE

CONFESSIONAL

CANADA, FRANCIA, GRAN BRETAGNA - 1995
IL CONFESSIONALE
Tornato a Quebec City dalla Cina per la morte del padre Paul-Emile, il giovane Pierre Lamontagne trova, grazie al cugino, lavoro nell'hotel dove questi è portiere, e dove si imbatte nel fratello adottivo Marc, amico di un funzionario del governo, Raymond Massicotte, ex prete e viceparroco nel 1952, quando, nella chiesa di questi, il regista Alfred Hitchcock girò il film Io confesso, e la zia materna di Pierre, rachel, addetta alle pulizie al presbiterio, restà incinta di un uomo di cui non volle rivelare il nome (si mormorava nella città che il padre fosse Massicotte). Le ricerche sulla paternità di Marc portano ora i due fratelli in vari luoghi compreso il locale dove l'ex donna di Marc lavora in spettacoli porno. Passato e presente si intrecciano in una complessa rete di indizi: Pierre invano tenta di strappare il segreto della paternità di Marc a Massicotte, che si trincera dietro il segreto della confessione. Frattanto la polizia arresta Marc per detenzione di droga, ma Massicotte lo fa uscire, obbligandolo a tornare da lui. Ma come Rachel ha fatto nel '52, anche Marc, non reggendo alla depressione, si suicida. Pierre adotta il figlioletto del fratello (un bambino diabetico, bisognoso di insulina e di affetto) ed ottiene da Massicotte del denaro per mantenerlo dopo che questi ha lasciato intuire, alludendo alll'ereditarietà del diabete (contratto sia da Paul-Emile che dal figlio di Marc) che il vero padre di Marc sia Paul-Emilie.
  • Durata: 1995'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: NORMALE A COLORI
  • Produzione: DENISE ROBERT, DAVID PUTTNAM, PHILIPPE CARCASSONE - ENIGMA FILM
  • Distribuzione: MIKADO - MONDADORI VIDEO

NOTE

REVISIONE MINISTERO SETTEMBRE 1995

CRITICA

L'idea di scegliere come sottofondo il set di un film famoso (ma Io confesso con Montgomery Cliff è l'unico giallo ripudiato da Hitchcock) ha precedenti non lontani, come La Regina d'Africa di Clint Eastwood. Nel Confessionale, però, il presente, segnato dai nuovi microcosmi della violenza, finisce per prendere il sopravvento sul passato e sulle sue intriganti tragedie. (Il Resto del Carlino, Alfredo Boccioletti, 31/8/95) L'opera prima di Lepage è ben congegnata, ma un tantino confusa e, a tratti, calligrafica. Ma assai belle, oniriche e ansiose sono le locations (la chiesa, un acquarium, un albergo, un'inquietante sauna gay) e le rappresentazioni della fisicità (vertigini, malesseri, erotismo malsano). (Il Messaggero, Fabio Bo, 2/9/95) S'è cercato di riassumere in una ventina di righe una storia ben più fitta di accadimenti e di personaggi, così imbrogliata e affastellata da mettere nell'imbarazzo più di un critico che vide il film a Cannes nell'edizione originale, anche perché i passaggi da un'epoca all'altra sono veloci e disinvolti, talvolta persino all'interno della medesima inquadratura. (Il Giorno, Morando Morandini, 28/8/95)
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