Il commissario di ferro

ITALIA - 1978
Il commissario Mauro Mariani è noto per la sua severità nei confronti dei delinquenti e per l'abitudine ad agire di testa propria, cosa che gli ha guadagnato il passaggio dalla squadra mobile del dottor Crivelli ad un semplice commissariato di quartiere ove a spalleggiarlo c'è il silenzioso e fedele brigadiere Ingravallo. Un giorno, mentre Mauro si trova dalla moglie Vera e dal figlio Claudio, dai quali vive separato, un certo Sergio irrompe nel suo ufficio e, tenendo sotto tiro con la pistola un ufficiale, impone di chiamare il commissario assente perché lo vuole uccidere, ritenendolo colpevole del suicidio di suo padre, arrestato da Mariani due anni prima. Mariani viene a sapere della cosa quando Vera e Claudio, andati in ufficio per aspettarlo, finiscono nelle mani del pazzoide. Anzi, lo scatenato giovanotto prende con sé il bambino e più tardi telefona cchiedendo he il commissario vada a prenderlo dove e quando lui sa. In realtà il desolato padre non capisce il messaggio: poi, ricostruendo l'arresto del padre di Sergio con Ingravallo, finisce per ricordare. E' costretto a eludere la sorveglianza di Crivelli e, giunto ad uno scalo ferroviario, si trova costretto ad affrontare il pazzo. Rimane ferito, ma può riportare a casa suo figlio sano e salvo.
  • Durata: 83'
  • Colore: C
  • Genere: POLIZIESCO
  • Specifiche tecniche: VISTAVISION, TELECOLOR
  • Produzione: ROBERTO BESSI E RENATO ANGIOLINI PER BELMA CINEMATOGRAFICA
  • Distribuzione: MARTINO - CINE INTERNATIONAL VIDEO, AVO FILM
  • Vietato 14

CRITICA

"Maurizio Merli continua a ripetersi, ma lo si deve maggiormente ai suoi registi e sceneggiatori: è il tutore dell'ordine che non si fida di nessuno, che dà fastidio ai superiori ma ancora di più ai delinquenti, che in fondo è un brav'uomo. Nonostante che il film cucia insieme un po' troppo frettolosamente più vicende e nonostante viva di stereotipi tanto nella trama quanto nelle figure, finisce per essere accattivante per il suo fondo di bontà." (Segnalazioni Cinematografiche, vol. 87, 1979)
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