Il colpo del cane

Dogsitter

ITALIA - 2018
2,5/5
Il colpo del cane
Al loro primo giorno da dogsitter, Rana e Marti subiscono il furto del bulldog francese che gli era stato affidato da una ricca signora. Decidono di mettersi all'inseguimento del ladro, un sedicente veterinario che sostiene di chiamarsi Dr Mopsi.
Sarà necessario riavvolgere il nastro per scoprire il mistero che si nasconde dietro questo improbabile colpo.
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Produzione: FEDERICO GIACINTI, SALVATORE LIZZIO, ANTONELLA VOLPE PER REVOK FILM, DONATELLO DELLA PEPA, ANNAMARIA MORELLI PER TIMVISION
  • Data uscita 19 Settembre 2019

TRAILER

RECENSIONE

di Andrea Giovalè
Immediata l’associazione di questo colpo del cane a Uno studio in rosso, libro d’esordio della ‘serie’ di Sherlock Holmes (lo stesso regista la dichiara in sede di presentazione). Non tanto per argomento o genere, che scimmiotta giallo e thriller ma trova la sua vera natura nella parabola sociale e urbana di una Roma periferica, variopinta e intrisa di fatiche e dolori quotidiani. Quanto perché Il colpo del cane è nettamente diviso in due metà (asimmetriche): una prima parte dedicata a Rana e Marti, interpretate relativamente da Silvia D’Amico e Daphne Scoccia, due giovani innamorate, complementari nel carattere ma, entrambe, in difficoltà economiche; una seconda dedicata interamente al personaggio di Edoardo Pesce, un polimorfo Dott. Mopsi che, intravisto direttamente nella sua forma finale, accompagniamo poi passo passo lungo le origini, l’evoluzione e la fine.

Il film racconta la dis-avventura delle due ragazze, improvvisatesi dog sitter, e quella parallela di un ragazzo che, ancor più disperato, è ben più sfaccettato di uno stereotipico antagonista dal taglio di capelli inquietante. Il problema, però, che peraltro ha anche Uno Studio in Rosso, è che la seconda parte spiega particolari incompresi nella prima, ma che non sono comunque nodali nella vicenda. Piccoli misteri e curiosità, oltre a un approfondimento gradito, si intende, ma non essenziale.

Inoltre, Il colpo del cane si interrompe e riparte al momento di maggior conflitto, per ritornarvi brevissimamente alla fine della parabola flashback. Si torna al “dove eravamo rimasti” e ci si rimane per il tempo di una scena, prima dei titoli di coda. Tradisce un po’ la deformazione per il cortometraggio in questo il regista, un giovane e indubbiamente talentuoso Fulvio Risoleo, che compone il suo secondo lungo con due mediometraggi intrecciati, entrambi ricchi di spunti ma non legati da un comune, e profondo, motivo di conflitto. Potrebbe essere di radice sociale, ma non è abbastanza approfondito.

Alla fine, sembra quasi che si volesse elevare il cane a protagonista. Ma quel che funziona come esercizio di stile, non lo fa altrettanto a livello empatico, ed è un peccato perché i tre protagonisti, quelli umani, hanno carisma da vendere e non mancano di sottolinearlo. Tanto potenziale, la maggior parte del quale purtroppo, più che inespresso, rimane incastrato nel gioco di specchi che somiglia più a un film episodico, con due soli episodi, che al (comunque narcisistico) virtuosismo di Sir Arthur Conan Doyle. Elementare, Mopsi.

NOTE

- REALIZZATO CON IL SOSTEGNO DELLA REGIONE LAZIO - FONDO REGIONALE PER IL CINEMA E L'AUDIOVISIVO, IN COLLABORAZIONE CON SKY CINEMA.

- EVENTO SPECIALE ALLA XVI EDIZIONE DI 'ALICE NELLA CITTÀ' (2018), SEZIONE AUTONOMA E PARALLELA DELLA FESTA DEL CINEMA DI ROMA.
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