Il circolo della fortuna e della felicità

The Joy Luck Club

USA - 1993
Il circolo della fortuna e della felicità
Ogni madre anela all'amore della propria figlia e spera di infrangere le barriere che si frappongono alla comprensione reciproca. Ogni figlia anela a conquistarsi l'affetto e l'approvazione della propria madre. Dall'omonimo romanzo di Amy Tan giungono sullo schermo le vicende di quattro donne straordinarie, la cui esistenza piena di amore, di tragedia, di ricchezza e di magia è sempre sostenuta dalle speranze e dai sogni che esse nutrono nei confronti delle proprie figlie. La storia ha inizio quando June prende il posto della madre, ne "Il circolo della fortuna e della felicità", recentemente scomparsa. Man mano che si snoda il ritratto delle altre tre "donne" del Circolo viene rivelato al pubblico il mosaico delle situazioni e degli eventi che hanno segnato le loro esistenze e che condizionano la vita delle loro figlie. June è influenzata dalla madre Suyuan, molto attaccata alle tradizioni cinesi, con la quale non riesce a comunicare, sentendosi una fallita. Waverly è la figlia di Lindo: la difficoltà di comunicare determina nel loro rapporto un errata interpretazione dell'amore. Rose rinuncia ad una carriera artistica per sposare un universitario bello e ricco e giunge a negare le proprie origini e la propria identità. Lena è la figlia di Ying Ying, cui la vita in Cina ha lasciato una eredità di depressione e di angoscia.
  • Durata: 135'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: NORMALE A COLORI
  • Tratto da: Tratto dal romanzo di Amy Tan
  • Produzione: WAYNE WANG, AMY TAN, RONALD BASS, PATRICK MARKEY
  • Distribuzione: BUENA VISTA INTERNATIONAL ITALIA (1994) - HOLLYWOOD PICTURES HOME VIDEO

NOTE

-REVISIONE MINISTERO FEBBRAIO 1994

CRITICA

Era difficile adattare per lo schermo questo romanzo corale e infatti la sceneggiatura risulta un po' troppo schematica e ripetitiva. Ma il tema intimista è affrontato con sensibilità; e coadiuvato ll'ottimo direttore di fotografia Amir Mokri, Wang si mostra abile a trascorrere con finezza e coerenza visiva dagli appartamenti post- moderni di San Francisco agli interni della Cina pre-rivoluzionaria. (La Stampa, Alessandra Levantesi, 4/3/1994)
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