Il Cigno

The Swan

USA - 1956
Il Cigno
All'inizio del Novecento, in un paese dell'Europa centrale vive la principessa Alessandra, appartenente ad una famiglia di stirpe reale in esilio da generazioni. La principessa risiede insieme alla madre Beatrice e due giovanissimi fratelli in un castello. Con loro vive Nicola Agi, un giovane precettore che ha il compito di curare l'educazione dei due ragazzi. Nicola è segretamente innamorato della bella principessa che non sembra neppure accorgersi della sua esistenza. Un giorno viene annunciata la visita del principe Alberto che si fermerà quattro giorni al castello. Questo annuncio suscita nell'animo di Beatrice dolci speranze e risveglia segrete ambizioni. Ma la bella Alessandra, col suo contegno freddo, sembra non fare al principe una grande impressione. Quando la visita sta per ficoncludersi, Beatrice decide di ricorrere ad uno stratagemma non nuovo ma sempre efficace. Dà una festa, alla quale invita anche il giovane e prestante precettore. Alessandra dovrà ballare con lui e fare in modo che egli le dimostri il più vivo interesse. Se il principe Alberto non si sentirà pungere dalla gelosia, vorrà dire che la partita sarà definitivamente perduta. Alessandra fa ottimamente la sua parte, ma alla superba fanciulla accade di restar presa dal proprio gioco. Ella comincia infatti a provare per il bel giovane un sentimento del tutto nuovo. Intanto la vista della magnifica coppia desta il geloso interesse del principe Alberto. Alessandra è combattuta tra opposti sentimenti, ma Padre Giacinto, un ecclesiastico che è anche suo zio, riesce a persuadere lei e Nicola che la loro unione è impossibile. Nicola abbandona il castello e Alessandra acconsente a sposare il principe Alberto.
  • Durata: 104'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Specifiche tecniche: CINEMASCOPE, EASTMANCOLOR
  • Tratto da: commedia omonima di Ferenc Molnár
  • Produzione: DORE SCHARY PER MGM
  • Distribuzione: MGM - MGM HOME ENTERTAINMENT (GLI SCUDI)

CRITICA

"Il film è tratto da una commedia di Ferenc Molnar, e tutti quei passaggi, che nel testo teatrale sono affidati alla misteriosa risonanza della parola, alla possibilità di risolvere con una battuta un groviglio psicologico risultano amplificati. La vasta materia dell'opera, trasferita sullo schermo, non è fusa: nonostante la sua perizia, Vidor ci dà un racconto inerte ed il personaggio del Cigno risulta appiattito." (Segnalazioni Cinematografiche, vol. 40, 1956)
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