Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve

Hundraåringen som klev ut genom fönstret och försvann

SVEZIA - 2013
3/5
Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve
Allan Karlsson ha avuto una vita lunga e intensa ed è stato testimone di alcuni degli eventi mondiali più importanti del XIX secolo, talvolta addirittura influenzandone il corso. Nonostante il suo stato di salute sia ancora ottimale, Allan è convinto di essere ormai giunto alla fine dei suoi giorni e si ritira in una casa di riposo, dove la sua quotidianità è però pervasa dalla noia. Infatti, il giorno del suo 100esimo compleanno, l'uomo decide di fuggire e scappa dalla finestra della sua stanza. Si troverà così coinvolto in una serie di eventi comici e inaspettati...
  • Altri titoli:
    Der Hundertjährige, der aus dem Fenster stieg und verschwand
    Le vieux qui ne voulait pas fêter son anniversaire
    The 100-Year-Old Man Who Climbed Out the Window and Disappeared
  • Durata: 105'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA, AVVENTURA
  • Specifiche tecniche: ARRI ALEXA
  • Tratto da: ispirato all'omonimo romanzo di Jonas Jonasson (ed. Bompiani)
  • Produzione: MALTE FORSSELL, FELIX HERNGREN, HENRIK JANSSON-SCHWEIZER, PATRICK NEBOUT PER NICE FLX PICTURES, IN COPRODUZIONE CON FILM I VÄST, TV4, BUENA VISTA INTERNATIONAL SWEDEN, NORDSVENSK FILMUNDERHÅLLNING
  • Distribuzione: EAGLE PICTURES (2014)
  • Data uscita 24 Aprile 2014

TRAILER

RECENSIONE

di Gianluca Arnone

Ci sono vegliardi con le spalle al muro e altri che i muri se li lasciano alle spalle. Come Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve, titolo e protagonista della scatenata commedia senile (no, non è un controsenso) di Felix Herngren, anche sceneggiatore.
Tratta dal bestseller mondiale firmato da Jonas Jonasson, cinepanettone dell’ultimo Natale scandinavo – ha incassato quattro milioni di euro in cinque giorni: la più grande apertura di sempre nella storia del cinema svedese – è la storia di un vecchietto, Allan, che al compimento dei cento anni scappa dall’ospizio e vive avventure picaresche con un’improbabile armata Brancaleone, formata da un capostazione in pensione, una promessa mancata dell’Università, una campagnola e il suo grosso elefante.
Tutto ruota attorno a una valigia piena di soldi che la strampalata compagnia ha sottratto a una gang di skinhead, cui seguono fughe, equivoci e casini vari. Rocambolesca appendice di una vita, quella di Allan, che era già stata straordinaria, punteggiata da eventi storici (dalla bomba atomica alla guerra fredda) e personaggi importanti (da Franco a Stalin, da Oppenheimer a Reagan).
Allan Karlsson è una specie di Zelig scandinavo, un puro e inconsapevole Forrest Gump con l’inettitudine distruttiva di un Buster Keaton (non a caso la sua specialità è la dinamite). Modelli che l’irresistibile performance di Robert Gustaffson assimila e ripropone in modalità implosiva e catatonica. E’ grazie a lui se questa operazione, che frulla con disinvoltura slapstick e black comedy, non è solo derivativa. Il modo in cui trasforma in pura forza corrosiva il registro monotono e la mimica catalettica, alza l’asticella qualitativa del film proiettandolo oltre la dimensione farsesca. Allan diventa così a maschera fessa e maligna del secolo breve, l’icona plastica di un manuale di sopravvivenza per idioti. L’uomo con le chiavi in mano della Storia e nemmeno la più pallida idea di come usarle.
Fondamentalmente l’ottuso demiurgo che quel tempo si merita.

NOTE

- REALIZZATO IN COLLABORAZIONE CON: TELE MÜNCHEN GRUPPE, C MORE ENTERTAINMENT, WILD BUNCH BENELUX DISTRIBUTION; E CON IL SUPPORTO DI: THE SWEDISH FILM INSTITUTE E NORDIC FILM AND TV FUND.

- CANDIDATO ALL'OSCAR 2016 PER MIGLIOR TRUCCO E ACCONCIATURE.

CRITICA

"Dal best seller di Jonasson (Bompiani) il film è una stravaganza tra 'Forrest Gump' e 'Oltre il giardino' con un centenario (il comico Gustafsson) che scappa e si mette nei guai con una valigia di soldi sporchi. Occasione per invertire la marcia del tempo in un passato surreale dove ha avuto a che fare con prepotenti da Franco a Stalin a Nixon, colluso con spie e bombe. Nonostante le occasioni divertenti lo stupore diventa meccanico." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 24 aprile 2014)

"Non di soli polizieschi vive la letteratura scandinava. Il libro da cui il film è tratto, un bestseller dello svedese Jonas Jonasson, pur non risparmiando i cadaveri appartiene piuttosto al genere comico-satirico. Dato che i protagonisti della Storia sono arruolati come guest-star la prima cosa che ti viene in mente è un 'Forrest Gump' in versione svedese. Ma ridipinto con un'abbondante verniciata di humour nero." (Roberto Nepoti, 'La Repubblica', 24 aprile 2014)

"Ispirato al bestseller dello svedese Jonas Jonasson, pubblicato in Italia da Bompiani, 'Il centenario che salto dalla finestra e scomparve' è un film che all'inizio sembra una commedia crepuscolare sulla terza età, protagonista un vecchio signore fisicamente in forma ma dall'aria svampita che il giorno del suo centesimo compleanno fugge dalla casa di riposo. Poi però la storia prende l'andamento picaresco di un viaggio verso l'ignoto che si traduce in metafora esistenziale. (...) Ne succedono di tutti i colori in un accavallarsi di situazioni divertenti e surreali che la regia di Felix Herngren sa ben valorizzare. E, pur nella sua leggerezza, la commedia suggerisce l'idea liberatoria e attraente che la vita, a volte basta un balzo e può essere reinventata." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 24 aprile 2014)

"Allan Karlsson ha solo 100 anni rispetto ai 121 del Jack Crabb di 'Piccolo grande uomo' ma la sua vita non è stata meno avventurosa. (...) Se 'Forrest Gump' (l'eroe candido) sposasse 'La signora omicidi' (vecchietti assassini senza volerlo) verrebbe fuori questo gioiello svedese dove la Storia è una bomba nonsense sempre pronta a esplodere." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 24 aprile 2014)

"Piacerà anche a coloro che non hanno letto il best seller dello svedese Jonas Jonasson. E pure a quelli che non hanno una simpatia particolare per le storie sulla terza età. Perché le trovate sono tante. E il protagonista, Robert Gustavsson è di una simpatia eccezionale." (Giorgio Carbone, 'Libero', 24 aprile 2014)

"L'incipit è tenero e fulminante. (...) Delizioso film che prova come il cinema svedese sia vivace non solo per le saghe noir e poliziesche, tipo quella di Stieg Larsson. In tanti lo accostano al 'Forrest Gump' di Tom Hanks. A ben vedere, però, lascia sul palato dello spettatore un gusto picaresco: è una sorta di Emir Kusturica in salsa scandinava." (Maurizio Turrioni, 'Famiglia Cristiana', 27 aprile 2014)

"Già il titolo alla García Márquez, 'Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve', segnala un prodotto fuori standard; se poi s'aggiunge che è tratto da un romanzo che ha venduto in Svezia un milione di copie, l'interesse aumenta. Una volta visto, il film dell'ex regista di corti pubblicitari e serie tv Herngren si conferma stravagante e divertente ancorché a tratti scontato. Il suo jolly è il protagonista Gustafsson - definito in patria 'l'uomo più divertente del paese' - che s'incarna nel vegliardo del titolo fuggito dall'ospizio e impadronitosi per sbaglio di una valigia stracolma di banconote. (...) la comicità in chiave stralunata, paradossale e pressoché autistica è tutta a carico dell'antieroe, un idiota sapiente in stile Forrest Gump che nel passato sarebbe stato, come 'Zelig', testimone involontario dei momenti clou della Storia. Il signor Karlsson avrebbe, infatti, combattuto in Spagna, conosciuto Franco e servito Stalin, assunto il ruolo di spia e contribuito alla caduta del muro di Berlino. Lo sviluppo da teatro dell'assurdo è supportato con abilità dalle citazioni cinefile, ma le gag e le accelerazioni slapstick non possono contare su una trama sorprendente." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 1 maggio 2014)

"Jonas Jonasson è uno scrittore svedese, diversamente però da molti suoi colleghi compatrioti non si cimenta con il noir o il thriller. Cinque anni fa ha infatti pubblicato il suo primo romanzo 'Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve'. Storia piuttosto folle segnata da un successo travolgente in patria, ma anche all'estero, visto che è stato pubblicato in 35 paesi superando il milione di copie vendute nella sola Germania. Era forse inevitabile che tanto clamore venisse trasposto su grande schermo. Lo ha fatto Felix Herngren, conosciuto in Svezia perché attore e autore di serie tv, pubblicità e qualche film. La sua prima difficoltà stava nella scelta del protagonista che avrebbe dovuto attraversare tutto il Novecento. Scelta caduta su Robert Gustafsson, occhi chiarissimi su viso di volta in volta rinfrescato, naturale, invecchiato. Una bella sfida anche perché Allan Karlsson, il nostro centenario, è un personaggino curioso, parente nordico di Forrest Gump. (...) Il motto del centenario è 'pensare non serve a niente, le cose sono come sono' frase che sembra voler ribadire l'eco forrestgumpiana. Solo che Herngren non è Zemeckis e Gustafsson non è Hanks." (Antonello Catacchio, 'Il Manifesto', 1 maggio 2014)
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