Il castello delle donne maledette

The Ghost in the Invisible Bikini

USA - 1966
Il castello delle donne maledette
Cecily, una castellana morta da 32 anni, compare nella cripta del suo castello, sveglia suo marito Hiram, morto da poche ore, e gli svela che, se vuole salire con lei in Paradiso, deve compiere una buona azione. Per l'apertura del testamento, che verrà effettuata dal bieco avvocato Reginald Rapper, stanno arrivando al castello i giovani nipoti, Chuck Phillips e Lili Morton, nonché la stravagante zia Middle. Reginald, deciso ad appropiarsi degli immobili e del milione di dollari nascosti dal padrone di casa, ha incaricato un sicario, Sinister, di eliminare la vecchia e i due ragazzi. La buona azione di Hiram consisterà nel vanificare gli attentati contro i suoi legittimi discendenti. Gli sforzi di Hiram e della stessa Cecily, fantasma che si aggira per il castello in bikini, ma invisibile a tutti, non saranno pochi. Il castello e il parco vengono improvvisamente invasi da uno stuolo di ragazzi e ragazze, da un gruppo di motociclisti e dai girovaghi Principessa Yolanda e Galina che, del tutto inetti, moltiplicano la confusione aiutati dal loro gorilla Pancho. Tutto finisce nel migliore dei modi e Cecily, cha ha ringiovanito un po' troppo il marito, se lo porta in Paradiso decisa ad attendere che cresca.
  • Altri titoli:
    Beach Party in a Haunted House
  • Durata: 80'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA, GIALLO, MUSICALE
  • Specifiche tecniche: 35 MM, PANAVISION, PATHECOLOR
  • Produzione: AMERICAN INTERNATIONAL PICTURES
  • Distribuzione: P NOL F (1977)

CRITICA

"Il film, che vorrebbe essere una goliardica parodia dell'orrore, anziché seguire linearmente uno dei classici modelli del genere (se non il troppo sottile 'Fantasma galante' di René Clair, perlomeno qualche altra commedia meno sofisticata), adotta elementi tratti da generi assai disparati: il musicale, il noir, il parapsichico, e così via. La troppa materia finisce per eludere la sorveglianza di un regista non molto energico e la commedia si dipana a numeri staccati, non sempre gustosi. Si tratta, in fondo, di una 'americanata', urtante se si pensa a quello che avrebbe potuto essere, ma non del tutto disprezzabile." (Segnalazioni Cinematografici, vol. 86, 1979)
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