Il caso Myra Breckinridge

Myra Breckinridge

USA - 1970
Suggestionato dal trionfante divismo femminile, uno studente di cinema, Myron Breckinridge, decide di diventare donna, per assestare il colpo di grazia al mito del maschio americano. Trasformato in una splendida ragazza, Myra Breckinridge, si reca a Hollywood e, per cominciare, si presenta in casa dello zio Buck Loner, direttore di una scuola per attori, per reclamare da lui - spacciandosi per la vedova di Myron e, come tale, anche sua erede - la cospicua parte del patrimonio dello stesso Buck, cui aveva diritto il "defunto" marito. Il vecchio Loner, però non è uno sciocco, e tutto quello che può dare a Myra, in attesa di avere le prove del suo presunto matrimonio con Myron, è un posto di insegnante nella propria scuola. Fra gli allievi di Buck c'è l'aitante Rusty Godowski, fidanzato con la collega Mary Ann. Avendolo scelto come sua seconda vittima, Myra umilia dapprima la sua virilità e tenta poi, cercando di farsi amare dalla sua fidanzata, di struggerlo del tutto. Mentre Mary Ann, della quale Myra ha finito per innamorarsi, pur affermando di volerle bene, rifiuta ogni relazione con lei, il vecchio Loner tenta in tutti i modi di provare che Myron non ha mai sposato Myra. E' costei, infine, a spuntarla: ma nell'uscire, trionfante, dalla scuola, finisce sotto un'auto. Ricoverata in ospedale, con una nuova operazione torna uomo: immutati, però, restano i suoi sentimenti per Mary Ann.
  • Durata: 86'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Specifiche tecniche: PANAVISION EASTMANCOLOR
  • Tratto da: romanzo omonimo di Gore Vidal
  • Produzione: ROBERT FRYER
  • Distribuzione: FOX
  • Vietato 14

CRITICA

"Il film non sa sfruttare gli spunti comico-grotteschi del libro di Gore Vidal, così anzichè divertire come il libro che fa una satira dissacrante del mito del maschio americano e del mondo del cinema, finisce con il provocare un senso di fastidio. La veterana Mae West, a 78 anni, fa la fatalona e può recitare battute impensabili ai suoi tempi. Le è vicino un giovane Tom Selleck senza baffi e alle prime armi."

"Scanzonato tentativo di satira di alcuni miti - dal sesso al divismo - il film manca nel complesso di omogeneità e di chiarezza, per cui, nonostante alcune indovinate soluzioni (come quella, ad esempio, di intervallare, a mo' di ironico contrappunto, le azioni dei personaggi con inserti di vecchi e celebri film), si riduce a uno stravagante insieme di numeri di scarsa qualità e mordente." ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 72, 1972)
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