Il caso dell'infedele Klara

ITALIA - 2009
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Il caso dell'infedele Klara
Luca, un musicista italiano che vive a Praga, è tormentato dal dubbio che la sua fidanzata Klara, studentessa di storia dell'arte in procinto di laurearsi, abbia una relazione con il suo tutor universitario, Pavel. Deciso a scoprire la verità, Luca si rivolge a Denis, un investigatore privato, per far pedinare la ragazza. A seguito delle prime indagini, tra i due uomini inizierà un sottile gioco delle parti in cui si scambieranno il modo di vedere e rispondere alle emozioni con reazioni a loro prima sconosciute. Poi, quando Denis sotto mentite spoglie incontrerà Klara, verrà a galla una singolare verità.
  • Durata: 100'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO, NOIR
  • Specifiche tecniche: 35 MM
  • Tratto da: romanzo omonimo di Michal Viewegh (ed. Instar libri)
  • Produzione: ELDA FERRI PER JEAN VIGO ITALIA, MEDUSA FILM
  • Distribuzione: MEDUSA
  • Data uscita 27 Marzo 2009

RECENSIONE

di Federico Pontiggia

Luca, musicista italiano che vive a Praga, è tormentato dal dubbio: la sua fidanzata Klara, laureanda in storia dell'arte, ha una relazione con il tutor Pavel? Deciso a scoprire la verità, Luca si rivolge all'investigatore privato Denis per far pedinare la ragazza: fino a Venezia.
E' Il caso dell'infedele Klara, tratto dal romanzo di Michal Viewegh e diretto da Roberto Faenza, al secondo adattamento consecutivo dopo I Viceré. Se con De Roberto il materiale di partenza era ottimo e l'esito mediocre, qui non potendo contare su premesse all'altezza il Caso si fa clinico: Claudio Santamaria (Luca) è talmente (e)straniato da far pensare - così non è - che sia pure doppiato e Laura Chiatti (Klara) annaspa ancor prima di arrivare sul Canal Grande. E Faenza? Mira in alto (il Buñuel di El) e cade in basso, confezionando un bigino sui mille mostri dagli occhi verdi a uso e consumo di un pubblico che palpiterà solo per le scene di nudo, invero caste, dei due protagonisti. Per il resto, qualche scorcio da cartolina ceca, dialoghi nonsense, reazioni da TSO (trattamento sanitario obbligatorio) e la triste realtà di tanto cinema italiano: passato dal tallonamento di Zavattini al pedinamento della Chiatti.

NOTE

- CANDIDATO AL NASTRO D'ARGENTO 2009 PER LA MIGLIOR CANZONE ORIGINALE.

CRITICA

"Una patina di fasullo avvolge tutto. L'ingiustificata ambientazione praghese, puro omaggio alla fotogenia come i nudi sparsi della protagonista. Il cast internazionale e la recitazione non nella propria lingua. A tratti pare la versione castigata di un pornofilm." (Paolo D'Agostini, 'la Repubblica', 27 marzo 2009)

"Peccato che il film scivoli sempre rasoterra, sia nelle velleità letterarie che negli ammiccamenti erotici. Con la maliziosa, troppo magra, Laura Chiatti che si spoglia con eccessiva parsimonia, rispetto alla sbandierata liberalità dei promo, apparendo in tutto il suo fulgore, leggi nuda, solo in una fulminea inquadratura, che per essere apprezzata appieno avrebbe bisogno di una rivisitazione alla moviola. Così anche lo spettatore più allupato, di fronte a un'impressionante sfilza di banalità, avrà due possibilità per esprimere il proprio disappunto: sbadigliare a pieni palmenti o scompisciarsi dalle risate." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 27 marzo 2009)

"Finisce come deve finire un film polveroso che si pretende (intellettualmente?) dinamico. Roberto Faenza - non è la prima volta - resta impantanato compiaciuto tra i monumenti delle città d'arte, quelli del Sentimento Pensante e le citazioni di Dante e Jim Morrison. Ne fanno le spese gli attori, spinti a preistoriche recitazioni elementari, come nella goffa scena di sbronza. E gli spettatori, naturalmente. Sì, ma quali?" (Alessio Guzzano, 'City', 27 marzo 2009)

"Incidente di percorso nella carriera di Roberto Faenza: 'Il caso dell'infedele Klara' è un film scritto male e recitato peggio, in più esce in coincidenza con l'orribile Iago (con il quale condivide un'attrice, Laura Chiatti, e i set veneziani) e conferma la gelosia come il tema-tabù di questa stagione cinematografica. (...) Gli attori sono italiani (Claudio Santamaria e la citata Chiatti), britannici e cechi; i personaggi - salvo il protagonista - dovrebbero essere tutti praghesi doc, ma si esprimono nell'incongruo italiano delle coproduzioni internazionali girate in inglese e doppiate malissimo (soprattutto la voce della Chiatti è inascoltabile). Perfetto esempio di cinema europeo come non dovrebbe essere." (Alberto Crespi, 'L'Unità', 27 marzo 2009)

"Faenza firma un film molto privato da voyeur intellettuale in cui guarda il sesso degli altri con intenti anche brillanti ma con effetti ritardati che non ottengono emozioni da chi assiste. Femmina folle fu il capostipite della gelosia ma bruciava dentro, qui trattasi di un teorema. Bella Praga, dove non a caso Philip Roth immagina di intervistare la prostituta che svezzo Kafka, qui nominato invano." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 27 marzo 2009)

"Le tre donne del film sono simili: bionde, pettinate e vestite nello stesso modo, vogliono forse dire che ogni donna amata è inseparabile dalla gelosia (Laura Chiatti, così bella quando è nuda, è in vantaggio). 'Il caso dell'infedele Klara' è un grande fil -trappola, semplice e insieme estremamente raffinato, commedia di dolore benissimo condotta. In più, la produzione di Elda Ferri lo rende impeccabile, senza un difetto né una distrazione, perfetto." (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 27 marzo 2009)
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