Il canto della vita

ITALIA - 1945
Durante l'occupazione tedesca, l'unico erede di un ricco possidente della campagna romana, per sfuggire alla cattura, vive nascosto in una grotta Ad assisterlo c'è una ragazza fidata che da tempo è innamorata di lui, ma un giorno, durante una delle visite quotidiane, il ragazzo abusa di lei. Frattanto la guerra finisce e lui, ripudiata la ragazza che sta per diventare madre, sposa un'aristocratica signorina di città. La sventurata ragazza abbandonata prende umilmente congedo dalla casa e si ritira a vivere presso una vecchia zia per dedicarsi completamente al suo bambino. Dopo pochi anni di matrimonio, la delicata sposina muore ed il vecchio possidente è disperato perché non ha lasciato eredi. Qualcuno, però, lo mette al corrente dell'esistenza di un grazioso nipotino ed il vecchio impone al proprio figlio di riparare al male fatto.

CAST

CRITICA

"[...] Anche qui soggetto da quattro soldi, anche se porta la firma di Gherardo Gherardi, e regia da principiante anche se il regista si chiama Carmine Gallone, e fotografia senza anima anche se l'peratore è Arata. Del sonoro non parliamo [...]. Anche qui una vicenduola da nulla [...]". (F. M. Pranzo, "Film" n. 20, 20 luglio 1946)

"Polpettone cinematografico colmo di retorica e di luoghi comuni. Mediocre l'interpretazione". ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 20, 1946)
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